Mercoledì, 19 Settembre 2018
VITTORIA (RAGUSA)

Bidello spara
e uccide la maestra

bidello, uccide la maestra, Sicilia, Archivio

E' morta, nell'ospedale Guzzardi di Vittoria, Giovanna Nobile, l'insegnante di religione di 53 anni che era stata ferita con cinque colpi di pistola da un bidello dello stesso istituto, Salvatore Lo Presti, di 69 anni. L'uomo è in stato di arresto per omicidio volontario.

E' stata un'azione fulminante quella messa in atto questa mattina dal bidello,noto come "il poeta", che doveva andare in pensione tra pochi giorni. Giovanna Nobile era sposata e madre di due figli.

La donna si era recata a scuola - è stato precisato da investigatori presenti sul posto - per un incontro di fine anno scolastico. Dopo avere firmato delle pratiche in segreteria stava lasciando l'istituto, quando il bidello l'ha raggiunta sulle scale, armato di pistola, sparando cinque colpi che hanno colpito la vittima all'addome. Un collega dell'uomo è intervenuto spostandogli il braccio, evitando che un sesto proiettile colpisse l'"obiettivo". L'aggressore è uscito dalla scuola, ma è stato fermato poco dopo dalla polizia in strada.

Era noto come 'il poeta', per la sua passione di scrivere testi, ma sembrava anche "uno che ce l'aveva col mondo intero". E' descritto così Salvatore Lo Presti, il bidello di 69 anni che, a pochi giorni dalla pensione, ha sparato uccidendola l'insegnante di religione Giovanna Nobile, di 53 anni, che lavorava nella sua stessa scuola, l'istituto comprensivo 'Francesco Pappalardo' di Vittoria, nel Ragusano. 

"Ce l'aveva col mondo intero - dice un suo collega, Biagio Cirica - ma non andava al di là dello sproloquio. In fondo era uno tranquillo, mai e poi mai avrei pensato che gli scattasse questo raptus. Scriveva anche poesie, non a caso lo chiamavano tra i colleghi 'il poeta'". "Anche stamattina stava facendo i soliti discorsi - ricostruisce il bidello - quando è arrivata la professoressa Nobile, l'ha seguita per le scale e appena dentro la segreteria ha cominciato a sparare. Ma non mi sono preoccupato perché conoscendolo ho pensato che avesse sparato a salve, invece, aveva fatto terribilmente sul serio. E' stato un mio collega Salvatore Gallo a bloccarlo e a disarmarlo prima che arrivasse la polizia". "Lo conosco da quasi 30 anni - sottolinea Cirica - perché abbiamo preso servizio a scuola nel 1985 e che potesse avere questo scatto non ci avrei mai creduto. Che nascondesse odio verso la professoressa o avesse un debole per lei come si fa a dirlo? E' tutto assurdo...". (ANSA)

 

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