Lunedì, 25 Ottobre 2021
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PALERMO

Sequestro da 600 milioni
agli eredi di Rappa

antimafia, sequestro di beni, Sicilia, Archivio
DIA

La Direzione investigativa antimafia ha sequestrato beni per circa 600 milioni di euro (stima ritenuta prudenziale) riconducibili agli eredi di Vincenzo Rappa, imprenditore palermitano morto nel 2009, "il quale aveva intrattenuto rapporti con noti esponenti di Cosa nostra, che ne hanno permesso l'escalation imprenditoriale - si legge in una nota della Dia - e l'illecito arricchimento". Il provvedimento, eseguito dalla Dia di Palermo, ha consentito, grazie alle recenti disposizioni inserite nel codice antimafia, di sequestrare i beni agli eredi, entro il limite massimo di cinque anni dal decesso. 

Rappa, seppur non inserito organicamente nell'associazione mafiosa, scrive la Dia, "avrebbe fornito un concreto e fattivo contributo al suo sviluppo strutturale, ottenendo in cambio considerevoli vantaggi sia nel settore dell'edilizia privata sia in quello degli appalti pubblici". Tra i beni sequestrati figurano numerosi appartamenti, ville, negozi, le sedi del Tar a Palermo, del Cnr e dell'emittente televisiva siciliana Trm, nonché della società Publimed e di una concessionaria di auto di grossa cilindrata con sedi a Palermo, Catania e Siracusa. Gli eredi dei beni sequestrati sono i nipoti di Rappa - figli di Filippo -, Gabriele e Vincenzo, che non sono indagati.

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