Mercoledì, 19 Settembre 2018
IMMIGRAZIONE

Strage in mare
Arrestati
due scafisti

17 migranti morti, scafisti arrestati, Sicilia, Archivio

due 23enni, il tunisino Haj
Hammouda Radouan e il marocchino Hamid Bouchab, i due presunti
scafisti fermati la notte scorsa dalla squadra mobile della
Questura etnea nell’ambito delle indagini della Procura di
Catania sul naufragio del barcone nel Canale di Sicilia in cui
sono morti almeno 17 migranti, comprese dodici donne, una
neonata di pochi mesi e una bambina di circa 2 anni.
I reati contestati dal procuratore capo Giovanni Salvi e dal
sostituto Monia Di Marco sono favoreggiamento dell’immigrazione
clandestina, omicidio volontario plurimo e naufragio.
Dalle indagini è emerso che il tunisino avrebbe svolto il
ruolo di conducente del peschereccio, un’imbarcazione in legno
di 20-25 metri sulla quale, secondo stime degli investigatori,
viaggiavano oltre 200 migranti. I due, secondo la tesi della
Procura, avrebbero determinato deliberatamente un’avaria
all’imbarcazione, in modo da giustificare un intervento di
soccorso in acque internazionali. Ma l’acqua imbarcata e il
movimento improvviso dei migranti sul peschereccio ne ha causato
il capovolgimento.
Sono in corso da parte della polizia, con il coordinamento
della Procura, le attività di identificazione delle vittime i
cui corpi sono stati portati nell’obitorio del cimitero di
Catania. (ANSA).

Due 23enni, il tunisino Haj Hammouda Radouan e il marocchino Hamid Bouchab, sono i due presunti scafisti fermati la notte scorsa dalla squadra mobile della Questura etnea nell’ambito delle indagini della Procura di Catania sul naufragio del barcone nel Canale di Sicilia in cui sono morti almeno 17 migranti, comprese dodici donne, una neonata di pochi mesi e una bambina di circa 2 anni. I reati contestati dal procuratore capo Giovanni Salvi e dal sostituto Monia Di Marco sono favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, omicidio volontario plurimo e naufragio. Dalle indagini è emerso che il tunisino avrebbe svolto il ruolo di conducente del peschereccio, un’imbarcazione in legno di 20-25 metri sulla quale, secondo stime degli investigatori, viaggiavano oltre 200 migranti. I due, secondo la tesi della Procura, avrebbero determinato deliberatamente un’avaria all’imbarcazione, in modo da giustificare un intervento di soccorso in acque internazionali. Ma l’acqua imbarcata e il movimento improvviso dei migranti sul peschereccio ne ha causato il capovolgimento.Sono in corso da parte della polizia, con il coordinamento della Procura, le attività di identificazione delle vittime icui corpi sono stati portati nell’obitorio del cimitero di Catania. (ANSA).

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