Lunedì, 24 Settembre 2018
CATANIA

Contrabbando carburante
Quattordici arresti

contrabbando carburante, Sicilia, Archivio
Contrabbando carburante in Sicilia, 14 arresti

Secondo la ricostruzione della Guardia di finanza di Catania, gli indagati si rifornivano del carburante di contrabbando sia utilizzando gasolio agricolo prelevato da depositi 'complici' e poi 'dirottato' a veicoli non agricoli, sia utilizzando carburante per autotrazione che proveniva legittimamente da raffinerie e depositi commerciali, che veniva però commercializzato senza l'applicazione dell'Iva. Nel sistema era coinvolta anche una società 'cartiera' che, oltre a consentire il mancato versamento dell'Iva, era completamente sconosciuta al fisco. L'approvvigionamento di gasolio agricolo avveniva da un deposito di Scordia (Catania) gestito dalla "G.P. carburanti dei F.lli Mauro e Augusto Pillirone".

Il carburante, mediante la presentazione di falsi libretti (Utenti macchine agricole), veniva distratto dall'uso agricolo e poi venduto ad autotrasportatori attraverso rifornimenti abusivi effettuati in zone di sosta e capannoni. Il prodotto veniva anche prelevato direttamente da raffinerie in Sicilia e Campania, tramite le società "Comeco srl" di Siracusa e la "Petrol service S.a.s." di Catania, e poi rivenduto senza l'applicazione dell'IVA al 21% redigendo false dichiarazioni d'intento emesse dalla società "cartiera" campana "Gisape s.r.l.", amministrata formalmente da Luigi Barbato - in realtà già titolare di un salone da parrucchiere - secondo le quali il prodotto era fittiziamente destinato all'estero ed esente da imposte. In realtà il carburante non lasciava mai la Sicilia, dove veniva messo in consumo attraverso i canali ufficiali di vendita utilizzando distributori stradali di carburanti a Catania e in provincia che lo rivendevano ai normali prezzi di cartellino (quindi applicando l'IVA) a ignari consumatori. L'indagine, nell'ambito della quale risultano indagate circa 100 persone, ha consentito di ricostruire una rilevante frode fiscale non limitata alle sole imposte. Controllando le aziende coinvolte la Guardia di finanza ha inoltre rilevato la sottrazione a tassazione di oltre 45 milioni di euro in materia di imposte dirette, Iva per circa 30 milioni di euro, accisa per circa 4 milioni di euro e Irap per oltre 1,5 milioni di euro. (AA)

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