Mercoledì, 19 Settembre 2018
CATANIA

Spedizione punitiva contro il medico: aggressione vigliacca, sette arresti

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Spedizione punitiva contro il medico: aggressione vigliacca, sette arresti

CATANIA

«Un’aggressione vigliacca», per il procuratore Carmelo Zuccaro. Un «commando» che ha agito per «delimitare il controllo del territorio e ristabilire le proprie regole di forza in spregio alla legalità», secondo il Gip Barbagallo. È la descrizione del raid punitivo contro il medico del pronto soccorso dell’ospedale Vittorio Emanuele di Catania, il 1 gennaio 2017, che ha portato all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per sette indagati, eseguiti dalla polizia di Stato.

I reati contestati, a vario titolo, dal Procuratore Carmelo Zuccaro e dal sostituto Martina Bonfiglio, sono lesioni aggravate, violazione di domicilio, interruzione di pubblico servizio e minacce a pubblico ufficiale. Tra loro c’è Mauro Cappadonna, 58 anni, che era stato arrestato dalla squadra mobile dopo l’aggressione e che è sotto processo.

Sono il video delle telecamere di sicurezza e le dichiarazioni del medico vittima dell’aggressione che hanno permesso di identificare quello che il Gip definisce «un commando punitivo organizzato e addestrato». Il movente è il rifiuto del medico di dare le generalità di una minorenne che era stata medicata dopo che a bordo di uno scooter aveva provocato dei danni all’auto di una familiare di Cappadonna.

Per la Procura e il Gip «l’istigatore» è il cognato dell’uomo, Salvatore Di Maggio, operatore del 118 che permette, digitando i codici d’accesso, l’ingresso degli aggressori nel pronto soccorso. 

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