Martedì, 25 Settembre 2018
MESSINA

Il lato “occulto” della battaglia Franza-Morace

di
franza, morace, Sicilia, Archivio
Il lato “occulto” della battaglia Franza-Morace

Sono soci e insieme condividono il monopolio dei collegamenti via mare che sono nelle mani delle famiglie Morace e Franza. Un’egemonia rafforzata ad aprile del 2016 quando i due gruppi acquisiscono la Siremar con la Società di navigazione siciliana Spa (Sns). Eppure dalle carte dell’inchiesta emerge una vera e propria “guerra” tra i Morace e il gruppo Franza. Tra i “soldati” principali, uno degli indagati dell’operazione “Mare Monstrum”, Sergio La Cava, presidente della Ngi (Navigazione generale italiana Spa). I cui rapporti con il luogotenente dei carabinieri Orazio Gisabella meritano un capitolo a parte, secondo gli investigatori. Gisabella viene definito, nell’ordinanza del Gip, «longa manus dell’armatore La Cava» con un «duplice profilo negativo: l’uno caratterizzato da un’immorale e spregevole attività di dossieraggio concepito dal mandante messinese in danno dei Morace e della Ustica Lines (poi Liberty Lines) e portato avanti dal militare; l’altro, più marcatamente illecito, connotato da un mercimonio a carattere corruttivo che – prosegue l’ordinanza – vede Gisabella compensato per l’esecuzione del suo abuso con l’assunzione a tempo indeterminato della figlia Alessia in una delle società del gruppo Franza, la “Caronte&Tourist Isole Minori spa”». Il gip lo scrive chiaramente: pur essendo i Morace «colleghi e soci dei Franza», sono da questi «avversati in nome di una tanto spietata quanto occulta concorrenza imprenditoriale», espletata con un esposto anonimo recapitato a varie Procure, con una relazione di servizio di Gisabella quando quest’ultimo era al Ros e con una campagna giornalistica “innescata” ad arte. Il tutto – secondo il magistrato – con l’obiettivo di far partire un’inchiesta sui Morace.

Perché tutto questo? «Alle generiche gelosie di potere proprie dei gruppi imprenditoriali Franza e Morace – spiega il giudice – si sommano i sotterranei ma concreti timori del La Cava, e con lui del Franza, di un rapido e progressivo rafforzamento della leadership del Morace a suo svantaggio». Nell’ordinanza viene chiarito che «il diretto coinvolgimento del Franza nell’assunzione di Gisabella Alessia (la figlia del luogotenente, ndc) viene confermato dal contenuto di una conversazione del 20 agosto 2016. Infatti, dopo aver parlato di una cena alla quale la sera precedente Sergio La Cava aveva preso parte, e alla quale erano presenti la moglie di Vincenzo Franza (che compiva gli anni) e il presidente della Regione Siciliana (che sull’isola di Vulcano trascorre alcuni giorni di vacanza anche in compagnia del La Cava), i due discutono ampiamente della possibilità di lavoro di Alessia».

Per il giudice è illuminante una frase riferita da La Cava nel settembre 2016: «Venerdì facciamo questa riunione e nel frattempo io ovviamente ho molta più forza, no? a proporre la cosa con... così come l’ho proposta all’inizio, gli ho detto “guarda non ne possiamo fare a meno da un lato, dall’altro parliamo comunque di una persona valida non è diciamo tra virgolette il fatto che ti devi prendere perché devi fare una cortesia ecco... hai l’uno e l’altro”». Secondo il gip «si comprende da queste parole come il La Cava voglia far capire agli amministratori (Franza e Genghi) che l’assunzione della figlia del Gisabella sia un atto dovuto a fronte dell’impegno profuso da quest’ultimo nel favorire l’amico La Cava e il gruppo Franza, tenendo comunque in considerazione che le capacità professionali della ragazza saranno comunque un benefit per la società». Poi nello scorso gennaio la comunicazione “finale” di La Cava: «Ora ho scritto un whatsapp a Vincenzo...e lui... mi ha scritto per la ragazza ok!». L’assunzione è fatta.

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