Venerdì, 21 Settembre 2018

“Sistema Trapani”, perquisizioni per 17 indagati

di
sistema trapani, Sicilia, Archivio
“Sistema Trapani”, perquisizioni per 17 indagati

Nei cassetti della Procura di Palermo gli indagati dell’inchiesta Mare Monstrum sul “sistema Trapani” sono parecchi. Anche perché i filoni da seguire sono diversi e non riguardano soltanto i rapporti armatori-politici. Nel registro degli indagati è stato iscritto anche il magistrato, oggi in pensione, Raffaele De Lipsis, originario di Erice, ex presidente del Consiglio di giustizia amministrativa siciliano, che è stato destinatario di un decreto di perquisizione e sequestro nell’ambito dell’inchiesta, insieme ad altre sedici persone.

In riferimento a De Lipsis il gip Gaeta lo cita quando parla delle manovre messe in atto del deputato regionale Girolamo Fazio all’indomani della sentenza negativa del Tar per l’armatore Morace. E scrive: «... Da ultimo pare essenziale ricostruire alcuni recentissimi episodi ulteriormente sintomatici dello strettissimo connubio di interessi sussistente tra Fazio e Morace, episodi occorsi all’indomani del deposito da parte del Tar Sicilia di una sentenza particolarmente sfavorevole agli interessi dell’armatore, in quanto sostanzialmente confermativa del ben noto provvedimento di annullamento d’ufficio emesso dalla dirigente Piazza in relazione ai bandi di gara predisposti dalla precedente dirigente Severino Salvatrice, secondo parametri di assoluto favore per la società amministrata dal Morace. Ebbene, proprio quest’ultima decisione giurisdizionale risalente al 21 febbraio scorso costituiva un evento di fortissima fibrillazione per gli odierni indagati ed in particolare per Morace e Fazio, i quali da subito si attivavano per predisporre contro misure di varia natura avverso la sentenza emessa dal Tribunale amministrativo regionale e soprattutto in vista dell’imminente ricorso in appello da presentare presso il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana».

E Fazio, documentano le indagini dei carabinieri di Palermo e Trapani, a marzo di quest’anno sbarca a Roma, così come racconta il gip: «... Era proprio il deputato regionale Fazio Girolamo coinvolto nelle vicende aziendali al pari di Ettore Morace, a farsi promotore di due incontri: uno con il giudice De Lipsis Raffaele, già Presidente di Commissione del Consiglio di Stato per il C.G.A. Sicilia, attualmente in quiescenza, il secondo con Giovanni Pitruzzella, presidente in carica dell’Antitrust. Lo scopo delle interlocuzioni con i due professionisti era quello di sottoporre al vaglio di due interlocutori qualificati sia la sentenza del Tar a loro dire “scandalosa”, sia i nominativi dei legali individuati per la formazione del collegio difensivo per il ricorso al C.G.A.».

E perché proprio De Lipsis? Perché «... caldeggiasse espressamente le ragioni di Liberty Lines dinanzi a colui che in atto ricopre l’incarico più elevato nei ranghi della Magistratura amministrativa siciliana, ossia il dott. Claudio Zucchelli, attuale Presidente del Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana».

Tornando poi ad uno dei decreti di perquisizione siglato dal procuratore capo di Palermo Francesco Lo Voi e dai suoi sostituti, che poi è l’atto principale dell’inchiesta insieme all’ordinanza di custodia cautelare, sono complessivamente - compreso De Lipsis -, ben diciassette le persone che lo hanno ricevuto, e che di conseguenza risultano indagate dalla Procura di Palermo nel’ambito dell’inchiesta. Si tratta di: Ettore Morace, Girolamo Fazio, Giuseppe Montalto, Marianna Caronia, Salvatrice Severino, Orazio Gisabella, Sergio La Cava, Rosario Crocetta, Simona Vicari, Marcello Di Caterina, Gianluca Morace, Carlo Morace, Vittorio Morace, Sergio Bagarella, Mauro Lombardo e Angelo Lombardo.

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