Sabato, 22 Settembre 2018
VITTORIA

Scaricano rifiuti sul litorale, denunciati 15 agricoltori

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Scaricano rifiuti sul litorale, denunciati 15 agricoltori

Vittoria - Quindici produttori agricoli sono stati denunciati dalla Polizia provinciale di Ragusa per inquinamento ambientale per aver smaltito abusivamente rifiuti speciali lungo il litorale "Macconi". E’ il bilancio dell’indagine coordinata dal sostituto procuratore Valentina Botti e condotta dalla Polizia Provinciale su direttiva del comandante Raffaele Falconieri. Agli imprenditori, originari di Acate, Niscemi e Vittoria, sono state sequestrate le aree utilizzate per lo smaltimento illegale. Quattro di loro sono stati denunciati anche per avere realizzato uno scarico di acque reflue provenienti dall’attività produttiva senza richiedere la preventiva autorizzazione all'autorità competente. I denunciati hanno deturpato per otto chilometri il litorale ibleo di "Macconi", in territorio di Acate e Vittoria, abbandonando indiscriminatamente su area demaniale e in parte, addirittura, sotterrati nel sistema dunale, rottami di polietilene e altre plastiche delle serre, seminiere di polistirolo, contenitori di fitormaci.

Le indagini condotte congiuntamente all’Arpa, hanno accertato che i rifiuti agricoli hanno creato un impatto devastante in luoghi protetti. Gravissime le violazioni ambientali che fanno scempio di luoghi sottoposti a speciale protezione e inseriti nel piano paesaggistico regionale con un livello di Tutela 3. L’intensa attività condotta dalla Polizia provinciale ha prodotto i primi risultati importanti, considerato che alcune aziende agricole hanno avanzato richiesta per la bonifica delle aree dunali invase dai rifiuti.
Le indagini stanno proseguendo per identificare gli altri agricoltori che hanno riversato rifiuti di ogni genere in quel tratto di costa.

Il Nucleo Ambientale della Polizia Provinciale di Ragusa ha inoltre attivato un piano di controlli finalizzato al contrasto delle "fumarole", considerato che molte aziende agricole hanno già proceduto alla dismissione dei propri impianti serricoli a fine ciclo, accatastando i rifiuti prodotti all'interno del perimetro aziendale, che si intende impedire siano sottoposti alla pratica dell’incenerimento sul posto, creando seri rischi per la salute dell'uomo a causa dell’emissione di diossina nell'atmosfera.

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