Sabato, 22 Settembre 2018
RAGUSA

Nuovo ospedale, arriva l'ispezione

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Nuovo ospedale, arriva l'ispezione

Ragusa - Ispezione in arrivo all'Asp di Ragusa, dopo il sequestro delle sale operatorie e della sala parto del nuovo ospedale "Giovanni Paolo II", a pochi giorni dalla sua apertura, per gravi carenze. A comunicarlo è il presidente della Commissione Sanità  dell'Ars, il comisano Pippo Digiacomo, che annuncia anche un'audizione in commissione, per fare piena luce su quanto accaduto. «E' stata nominata una terna ispettiva - ha spiegato - che si occuperà di interloquire con le istituzioni per una veloce risoluzione di questa pagina incresciosa relativa all'apertura del Giovanni Paolo II, conseguenza della totale delegittimazione dell'attuale direzione generale, che s'è vista mettere i sigilli per evitare che i malati fossero allocati in luoghi non conformi. Già  dalla relazione trasmessa, si desume la piena consapevolezza che la struttura della quale s'annunciava l'apertura, e che aveva comportato sospensione di ricoveri e allocazione dei pazienti in strutture diverse dentro e fuori provincia, era inagibile».

Digiacomo punta l'indice contro il manager dell'Asp Maurizio Aricò, accusato di aver tenuto «un'inqualificabile condotta per appendersi una medaglietta a ogni costo, per dimostrare, non si capisce bene a chi, di essere tipi in gamba. Il tutto sulla pelle di pazienti e personale, personale stanco, stressato, deluso e preoccupato. Se, in questo delicato momento, il dottor Aricò - ha concluso Digiacomo - si facesse da parte, facilitando percorsi e interlocuzioni con Procura e altre istituzioni e non rimanesse attaccato alla poltrona, non si capisce per quale ragione, si riabiliterebbe parzialmente, se non altro su un piano deontologico e mostrerebbe un senso di responsabilità  ad oggi carente».

Il direttore generale è anche nel mirino del Movimento 5 Stelle, che chiederà  un intervento diretto della ministra della Salute Beatrice Lorenzin. Lo ha annunciato la deputata iblea Marialucia Lorefice. La parlamentare spiega: «Dopo un trasloco frettoloso e interrotto in itinere, con il "Civile" e l'"Ompa" da ripristinare, i nosocomi delle altre città  messi alle strette, i pronto soccorso strapieni e con pochi medici, confusione e mancate verità  e indagini in corso, gli ospedali ragusani sono nel caos. Nonostante le rassicurazioni del manager dell'Asp 7, la realtà è emersa in tutta la sua drammaticità. Il nuovo ospedale non è utilizzabile e non sono prevedibili i tempi di apertura. Data la gravità  della situazione e al fine di garantire il diritto alla salute chiederemo al ministro Lorenzin un intervento immediato. Non è possibile che chi ha portato al collasso la rete ospedaliera ragusana continui a gestire questi passaggi delicatissimi. Al Ministro Lorenzin chiederemo anche, e soprattutto, di verificare lo stato della sanità  iblea, piano sanitario compreso. Gli ospedali della ex provincia di Ragusa non possono più pagare per colpa di scelte sbagliate».

E lui, il direttore generale, cosa fa? Come replica? Con il silenzio e una... passerella negli ospedali "Civile" e "Paternò Arezzo", che si sta cercando, in tutta fretta, di far tornare alla normalitò . L'unica frase sul momento delicato, Aricò la consegna al suo ufficio stampa: «Non c'è dubbio che la situazione determina disagi alla popolazione, ma ci stiamo attivando, in tutti i modi, per cercare di ripristinare l'efficienza dell'assistenza sanitaria che i nostri ospedali hanno sempre garantito. I nostri operatori, tutti, stanno dando il massimo per alleviare i disagi ed erogare la necessaria assistenza sanitaria ai cittadini e perciò gli sono profondamente grato. Continuo a rinnovare la gratitudine della Direzione a tutti gli operatori degli ospedali di Modica e Vittoria, che si adoperano generosamente per garantire in ogni aspetto la erogazione dei servizi su tutto il territorio».

Nella sua visita alle due strutture, Aricò si è soffermato nella divisione di Ostetricia e Ginecologia e nella Terapia intensiva neonatale del "Paternò Arezzo". Quindi, si è trasferito al "Civile" per verificare il funzionamento dei reparti e del pronto soccorso, dove, si affretta a far sapere l'ufficio stampa, «si è intrattenuto con la numerosa utenza che era in attesa, ognuno con il proprio codice».

Insomma, per il direttore generale tutto va a gonfie vele. Le uniche note negative le ha riscontrate nel reparto di Malattie infettive, lo stesso che cerca in tutti i modi di trasferire a Modica, nonostante Piani sanitari e Tar dicano che non è possibile.

Di tutt'altro avviso è il sindaco di Ragusa Federico Piccitto, che, a sua volta, ha effettuato un sopralluogo nei due ospedali per «acquisire elementi utili di valutazione in merito alla condotta della direzione generale. Ho potuto constatare - afferma - come le procedure di trasferimento avviate e successivamente interrotte non consentano, al momento, di assicurare alla Città  di Ragusa la piena funzionalità delle strutture, con grave pregiudizio dei livelli essenziali di assistenza. In particolare, da un confronto con il personale medico, sono emerse problematiche di varia natura che richiederebbero, per il ripristino, tempi superiori a quelli realisticamente sopportabili dagli altri ospedali della provincia, sotto pressione da ormai due settimane. Appare - conclude Piccitto - inopportuno il perdurare di soluzioni temporanee che prevedono lo spostamento di attività presso altri ospedali della provincia, con il conseguente impoverimento dell'offerta sanitaria nella città, in contrasto con quanto previsto dalle norme e dal piano di riordino sanitario regionale». Anche il sindaco Federico Piccitto ha deciso di chiamare in causa la ministra della Sanità Lorenzin e con lei anche l'assessore regionale alla Salute Baldo Gucciardi. Nella lettera mette in evidenza che «le decisioni assunte dalla direzione generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa hanno determinato profondi stravolgimenti nel funzionamento degli ospedali del capoluogo, che rischiano di pregiudicare la qualità complessiva delle prestazioni sanitarie dedicate all’utenza e il mantenimento di adeguati livelli di assistenza». Quindi, chiede «quali provvedimenti saranno adottati per superare l’attuale situazione di sofferenza del sistema sanitario provinciale di Ragusa e per consentire un rapido ripristino della funzionalità delle strutture presenti nella Città di Ragusa. Le gravi carenze organizzative dell’attuale Direzione Generale dell'ASP 7, che appare confusa e priva delle più elementari competenze tecnico-organizzative, richiedono un intervento urgente al fine di scongiurare rischi per l’igiene e la salute pubblica».

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