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Cantieri chiusi, licenziati 150 operai

Autostrada Rosolini-Modica

Ragusa - Dense nuvole nere si addensano sul futuro dell'autostrada Siracusa-Gela, nel tratto tra Rosolini e Modica. La Cosige, che ha in appalto la realizzazione dei tre lotti, ha chiuso i cantieri, licenziando i 150 operai che lavoravano nei vari cantieri. La società, con capofila Condotte Acque Spa, ha detto basta dopo aver visto che tutte le promesse di saldo delle fatture per i lavori già realizzati sono state disattese per l'ennesima volta. E così ha deciso, a sua volta, di fare carta straccia degli impegni assunti appena qualche settimana fa in Prefettura e chiudere tutto.

Alla luce di questa decisione, il completamento dell'autostrada è a forte rischio e con esso anche i finanziamenti europei. Senza quei soldi, infatti, sarà impossibile realizzare l'opera, attesa nel territorio di Ragusa (l'unico italiano senza un chilometro di autostrada) come una manna. Senza considerare il gravissimo colpo all'occupazione, per il licenziamento delle 150 maestranze, ed all'economia del territorio, perché anche l'indotto subirà pesantissime conseguenze.

Cgil, Cisl e Uil, per due giorni, hanno cercato di contrastare la decisione di Cosige, convocando assemblee a ripetizione e cercando di far ragionare la società appaltatrice. Ma non c'è stato nulla da fare. E il tutto, hanno sottolineato i segretari degli edili delle tre sigle, Franco Cascone, Paolo Gallo e Niccolò Spadaccino, senza che la politica abbia mosso un dito, nonostante i reiterati appelli sindacali.

«La causa di questa drammatica situazione, che ha lasciato senza certezze e senza prospettiva quasi 200 famiglie, è da ricondursi - affermano Cgil, Cisl e Uil - al cinismo e all’inerzia dei diversi enti preposti alla realizzazione dell’importante infrastruttura, che, nonostante le grida di allarme lanciate più volte dalle tre organizzazioni sindacali di categoria Feneal, Filca e Fillea e dalle tre confederazioni Cgil, Cisl ed Uil. Nonostante i pressanti appelli rivolti agli enti nazionali e regionali (Cas, Anas, Regione) attraverso le proteste portate davanti alla Prefettura con presidi degli operai, l’ultima delle quali è stata effettuata non più tardi di dieci giorni fa, hanno continuato nella loro inerzia e nello scaricabarile non mantenendo nessuno degli impegni assunti solennemente davanti al Prefetto di Ragusa, a partire dall'impegno assunto da Cosige di avviare le procedure della richiesta di Cigo  per scongiurare i licenziamenti. A questo punto - annota amaramente il sindacato - rischia di tramontare definitivamente la possibilità di completamento dell’opera; l’importante arteria resterà l’ennesima incompiuta e un intero territorio resterà devastato e ancora una volta pesantemente beffato. Le possibilità di sviluppo del territorio che si sarebbero potute innescare per i propri comparti economici fondamentali (agricoltura, turismo, trasporti, industria etc.) vengono ancora una volta mortificati e penalizzati da giochi politici cinici e paradossali. Al licenziamento dei lavoratori e al dramma lavorativo si accompagna e si aggiunge la crudele beffa delle popolazioni di un intero territorio che attendevano giustamente di essere finalmente dotati di una così importante infrastruttura».

Cgil, Cisl e Uil, però, non intendono rassegnarsi e sono pronte a continuare la battaglia: «C’è il lavoro, ci sono i soldi (buona parte dei quali concessi dall’Ue e che rischiano di essere perduti per sempre) e l’opera è bloccata. Lanciamo un appello ai cittadini per unirsi alla battaglia dei lavoratori che rivendicano il loro sacrosanto diritto a ritornare al lavoro; soprattutto lanciamo un appello a tutto il mondo politico-economico-sociale e istituzionale locale affinché ci sia una forte e determinata mobilitazione, nonostante ci troviamo in pieno agosto, per pretendere che ogni soggetto responsabile faccia finalmente la sua parte per vedere proseguita e portata a compimento l’opera».

Un'assemblea è stata convocata per lunedì, alle 17, nell'aula consiliare del Comune di Pozzallo. Oltre ai sindaci ed ai consigli comunali di tutto il territorio, sono stati invitati i parlamentari espressione del territorio, sia siracusano che ragusano. «Noi non ci rassegneremo - conclude il sindacato - e ci batteremo con ogni mezzo per far si che al più presto il lavoro riprenda e venga scongiurato il disegno di chi pugnala alle spalle il nostro territorio».

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