Mercoledì, 19 Settembre 2018

Anche il Tar esclude Crocetta dalla corsa

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Anche il Tar esclude Crocetta dalla corsa

«Il ricorso è infondato e quindi va rigettato». La doccia gelata arriva in tarda mattinata. Dopo l’ufficio elettorale del Tribunale, anche il Tar di Catania boccia la lista “Arcipelago - Micari Presidente” presentata per il collegio di Messina ed estromette, tra gli altri, Rosario Crocetta dalla competizione elettorale. Certificando e rendendo ancor più evidente, se possibile, il grande pasticcio messo in piedi venerdì scorso, nel giorno della presentazione delle liste.

All’udienza di ieri si è anche costituito un “elettore della provincia di Messina”, tale signor Presti, ponendo la questione dell’incompetenza del Tar catenese, eccezione alla quale ha aderito «singolarmente» anche il legale dei due ricorrenti. A presentare ricorso uno dei protagonisti della fantozziana vicenda, il delegato a consegnare i documenti della lista Giovanni Rovito, e uno dei candidati della lista stessa, Nunziato Grasso. Respinta l’eccezione e quindi la richiesta di trasmettere gli atti al Tar di Palermo, il giudice estensore della sentenza, Dauno Trebastoni è entrato nel merito della questione. Ricostruendo l’accaduto.

«Mentre nel ricorso – spiega il giudice – si afferma che alle 16 Davide Siragusano, presentatore della lista, si trovava “nei pressi dell’ingresso” dell’edificio del Palazzo di Giustizia di Messina (ma anche “all’ingresso del Tribunale medesimo”), nella sua dichiarazione allegata al ricorso afferma che alle 16 “circa” si trovava “nei pressi” del Tribuale (e non del suo ingresso); che può voler dire anche a notevole distanza».

Altra contraddizione: «Nel ricorso, dopo aver chiarito che Giovanni Rovito, delegato titolare della lista, “intorno alle 15.40... si era già premurato di entrare, portando con sé una parte della documentazione, nell’aula all’interno della quale si trovava il cancelliere incaricato della ricezione delle liste”, si precisa che “qualche minuto dopo... il dottore Siragusano... si recava velocemente verso la porta d’ingresso dell’aula medesima”; quasi a far credere quindi che Siragusano già prima delle 16 si trovasse all’interno del Tribunale». Ma nella dichiarazione aveva detto altro, «e cioè di essere entrato in tribunale “qualche minuto dopo le 16”; cioè già in ritardo». Il giudice continua: «Appare del tutto non credibile poi, anche per la conferma data dall’interessato sul suo essere arrivato in ritardo, la versione secondo cui Siragusano sarebbe stato per un tempo imprecisato “a battere insistentemente la porta medesima chiedendo che gli venisse aperta”, e che solo “alle 16.10 circa, di fronte a tali insistenti richieste di apertura della porta d’ingresso accompagnate da chiamate verbali”, Rovito si sarebbe indotto ad aprire personalmente la porta, “sicché Siragusano entrava nell’aula con l’intera documentazione in suo possesso”. Sta di fatto che – è un passaggio chiave della sentenza – alle 16, Siragusano, e per sua esclusiva negligenza, non si trovava neanche all’interno del Tribunale, e pertanto legittimamente non è stato ammesso a presentare tardivamente la documentazione mancante».

Ecco perché «entro il termine previsto non risultava depositata né la lista dei candidati, né la prescritta documentazione». La tassatività dell’orario non viene messa in discussione, anche perché per il giudice deve «prevalere l’esigenza di garantire la par condicio tra tutti i soggetti partecipanti alla competizione elettorale». Anche perché «i ricorrenti non forniscono prova o principio di prova circa la sussistenza di elementi di caso fortuito o forza maggiore giustificanti il ritardo». Ricorso rigettato, dunque, e unica lista con Crocetta in corsa esclusa. Tutto finito? I candidati confidano ancora negli altri due ricorsi pendenti, presentati dallo stesso Crocetta e dal candidato presidente Fabrizio Micari. Il responso è atteso oggi, quando si svolgerà anche il sorteggio delle liste (a Messina alle 14 in aula F).

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