Venerdì, 21 Settembre 2018
CASTELLAMMARE DEL GOLFO

Anziane prese a botte e legate a letto, 4 arrestati

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Anziane prese a botte e legate a letto, 4 arrestati

Le scene si susseguono agghiaccianti: una donna entra in una stanza al buio accende la luce e si vede una vecchietta coi capelli bianchi seduta. La donna per prima cosa le molla un ceffone. Senza dire nulla. Poi entrano due inservienti in camice bianco. Una schiaffeggia ripetutamente la vecchietta poi chiude la porta.

La telecamera nascosta posizionata dai carabinieri nella comunità alloggio «Rosanna» in via Segesta, ospitata in un condominio a Castellammare del Golfo (Trapani), per un po' non riprende niente. Quando la porta si riapre si vedono le due donne in camice che «lanciano» l’anziana sulla sedia in cui era prima e cominciano a legarle le maniche della maglia in modo che non possa muovere le braccia e quindi legano il nodo con un’altro pezzo di stoffa alla sedia: una camicia di forza artigianale. E ancora schiaffi a raffica, tirate di capelli, e si evincono rimproveri (l'audio non c'è). Poi in un’altra scena, ripresa dagli investigatori nell’ambito delle indagini che hanno fatto scoprire questa casa degli orrori, si vede una novantenne gettata in un letto con brutalità e legata per le braccia alle sbarre che normalmente servono a non far cadere i degenti.

Sopra il letto un’immagine di padre Pio. Scene da brivido che hanno convinto il gip di Trapani a  firmare l’ordinanza di custodia in carcere per Rosanna Galatioto, gestore della comunità per anziani, le due dipendenti Anna Maria Bosco, Marianna Rizzo, e Matteo Cerni, marito di Galatioto e amministratore della struttura. Sono accusati di sequestro di persona aggravato, violenza privata pluriaggravata continuata, maltrattamenti aggravati contro familiari e conviventi in concorso. La casa degli orrori è stata sequestrata e sarà affidata ad un amministratore giudiziario nominato dalla Procura.

Crudeltà immotivata e inumana violenza, dicono gli investigatori che hanno oltre alle riprese video anche l’audio.
Una delle dipendenti, Marianna Rizzo, era stata condannata per omissione di soccorso: dopo aver investito e ucciso un muratore di 45 anni, nel 2010, era andata via senza fermarsi a soccorrerlo.

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