Mercoledì, 26 Settembre 2018
TRAPANI

Archeologia: a Selinunte tracce di età preistorica

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Archeologia: a Selinunte tracce di età preistorica

"Nel tempio R, probabilmente dedicato alla dea Demetra, abbiamo trovato livelli di età preistorica precedenti a molto prima dell'arrivo dei greci, materiali che vanno dal 2 mila a.C. al 6.500 a.C.". Lo dice Clemente Marconi che oggi ha illustrato le risultanze dell'ultima campagna di scavi al parco archeologico di Selinunte. Una cinquantina le persone che vi stanno lavorando, tra cui diversi studenti della New York University e dell'Università Statale di Milano, che l'archeologo guida con la moglie, Rosalia Pumo.
"Sulla base dei nostri rilevamenti - aggiunge Marconi - questo sito, quando fu realizzato, era disabitato. La presenza umana è comunque molto antica e il materiale indigeno che abbiamo ritrovato risale probabilmente alla II metà del VII secolo. La presenza umana c'era nel neolitico e nell'età del bronzo, poi la città fu fondata in una zona non ancora abitata.
In venti anni qui sono stati scavati oltre tre metri. Siamo a metà, dobbiamo scavare ancora metà del tempio".
Ogni porzione di terreno della cella del tempio R è testimonianza di un'epoca che viene confermata da resti di animali, o di ceramica (in 10 anni i frammenti di ceramica recuperati sono stati oltre 180 mila) o di gioielli o di strumenti di uso comune. Quest'anno è stata confermata la presenza di Selinunte anche nel periodo mesolitico (anni da 8000 a 6500 a.C.) in particolare la conferma arriva da frammenti di selce, resti di conchiglie di terra e lische di pesce, analizzati e datati da Massimo Cultraro, del Cnr di Catania, esperto di preistoria siciliana. Per la prima volta, inoltre, oggi è stata mostrata una porzione del secondo pavimento del tempio R (il primo andò perduto in seguito a un incendio del 500 a.C.) realizzato con un sottile strato di intonaco e che è stato trovato lo scorso anno. "Si tratta - ha concluso Clemente Marconi - di una rarità nel mondo greco. Non abbiamo trovato tracce di policromia, è un pavimento che ha avuto cento anni di vita e che non è stato mai rifatto e ciò ci dice che all'interno del tempio non c'era molto traffico umano e che si andasse scalzi. E' un pavimento importante per la storia dell'architettura per la conoscenza dei templi di Selinunte e indirettamente per le pratiche rituali". 

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