Mercoledì, 19 Settembre 2018
REGGIO CALABRIA

Area integrata dello Stretto, la mobilità veloce resta la priorità

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Area integrata dello Stretto, la mobilità veloce resta la priorità

Una strategia comune tra Calabria e Sicilia che metta al centro la velocizzazione della mobilità nell’area dello Stretto. Per ottenere questo risultato è però necessario che il livello del dialogo tra le due sponde cresca, in maniera tale da mettersi definitivamente alle spalle campanilismi e retaggi del passato. In tal senso si pone l’esperienza della Conferenza permanente interregionale per il coordinamento delle politiche nell’area dello Stretto, presieduta dal consigliere regionale della Calabria Domenico Battaglia, che proprio oggi a Messina dedica una riunione che guarda all’istituzione del bacino ottimale interregionale dell’Area integrata dello Stretto. L’appuntamento è in agenda per mezzogiorno alla Camera di commercio della città peloritana e vedrà, tra le altre, la presenza sia degli assessori regionali calabresi Roberto Musmanno (trasporto) e Francesco Russo (logistica e sistema portuale, nonchè vicepresidente dell’esecutivo Oliverio) che di quello siciliano alla mobilità e alle infrastrutture Marco Falcone.

Gli obiettivi

Sia per quanto riguarda i veicoli che i convogli ferroviari, quello dell’attraversamento dello Stretto rappresenta ancora oggi, con tutte le sue refluenze nelle aree sulle quali grava in misura maggiore (Villa San Giovanni e Messina), uno dei nodi più aggrovigliati da sciogliere. Ecco allora che, come in altre circostanze ha già più volte detto l’assessore Russo - e che stamane verosimilmente ribadirà nel corso di quello che sarà anche il primo confronto sulla specifica materia tra esponenti dei governi delle due regioni - è strategico mettere a punto adeguate iniziative per la governance dell’Area dello Stretto. E per far questo occorre muoversi in più direzioni. Una di queste è rappresentata dalle misure per lo sviluppo nel breve del Trasporto pubblico locale per favorire l’utilizzo del trasporto collettivo rispetto a quello privato, nel rispetto della sostenibilità.

Le strategie

Sul versante calabrese (il progetto-pilota utilizza risorse europee per circa 2,5 milioni) si sta lavorando per la messa a punto di un sistema per l’attraversamento dello Stretto per i veicoli passeggeri che, ulteriormente e specificamente sviluppato, servirà pure per il traffico merci. Il progetto prevede l’interazione tra i veicoli e la centrale operativa e le compagnie di navigazione che offrono servizi sullo Stretto. Saranno previste - per chi verrà dall’A2 Autostrada del Mediterraneo - due aree di stoccaggio a Villa San Giovanni (nella zona del “polmone”, all’ingresso della città) e presso la stazione di servizio di Rosarno. In queste due aree i veicoli si troveranno in una sorta di “coda virtuale” che verrà gestita (e smaltita) in maniera completamente informatizzata a seconda delle condizioni agli imbarchi. Un sistema che consentirà al viaggiatore di programmare e “prenotare” la nave-traghetto da utilizzare per il suo spostamento.

Altre iniziative sono poi allo studio sul versante del trasporto ferroviario. Qui il livello di interlocuzione fra istituzioni deve crescere in maniera considerevole perché se Calabria e Sicilia sapranno davvero fare “squadra” potranno far valere sui diversi tavoli, sia con le istituzioni che con le grandi società del settore, la forza di un bacino di utenza di ben oltre sette milioni di abitanti. Cronometro alla mano, oggi tra l’arrivo in stazione a Messina e la ripartenza dello stesso convoglio da Villa (e viceversa) trascorrono poco meno di due ore. Un tempo che si potrebbe praticamente dimezzare utilizzando navi di più moderna concezione capaci di imbarcare in unica soluzione convogli “interi” più lunghi rispetto ai singoli tronconi (come avviene oggi). Ciò consentirebbe di cancellare le operazione di scomposizione per l’imbarco e ricomposizione dei convogli dopo lo sbarco. L’utilizzo di treni Freccia (oggi non impiegabili perché non “scomponibili”) consentirebbe percorrenze più rapide anche sul versante siciliano così che da Roma a Catania sarebbero sufficienti sette ore invece che dieci. E ciò darebbe modo pure alla Calabria di incrementare l’attuale numero di treni “veloci” dei quali dispone.

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