Martedì, 13 Novembre 2018
IN CATTEDRALE

Vittime di Casteldaccia, i funerali a Palermo: "No all'insopportabile rimpallo di responsabilità"

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In molti in attesa davanti alla Cattedrale di Palermo per l'ultimo saluto alle vittime di Casteldaccia

"E' lecito e forse anche doveroso, che ci si interroghi a tutti i livelli per cercare di dare una spiegazione a quello che appare inspiegabile e, comunque, inaccettabile. Ma speriamo vivamente che lo si faccia non per alimentare inutili polemiche o favorire il ben noto e insopportabile rimpallo di responsabilità, quanto per rendere giustizia, nella verità, a chi non c'è più e porre i necessari provvedimenti affinché si eviti il ripetersi di tali eventi". E' un passaggio dell'omelia del vicario generale monsignor Giuseppe Oliveri che sta celebrando le esequie, nella Cattedrale di Palermo, delle nove vittime uccise dall'acqua e dal fango nella villetta, a Casteldaccia, per la piena del fiume Milicia.

Tragedia di Casteldaccia, l'ultimo saluto alle nove vittime in Cattedrale a Palermo - Foto

Monsignor Oliveri ha rivolto "un affettuoso pensiero anche nei confronti di Giuseppe Liotta del quale continuano le ricerche (a Corleone) e alle "altre vittime dei violenti nubifragi dei giorni scorsi".

Le nove bare sono arrivate in cattedrale, tra applausi e cori di centinaia di persone, pochi minuti prima delle lle 11. In particolare gli amici di Federico Giordano, il 15enne morto mentre tentava di soccorrere la sorellina Rachele, anche lei annegata nella villetta abusiva travolta dalla piena del fiume Milicia, gridano in coro "Federico sempre nel cuore".

All'ingresso della cattedrale sono state appesi decine di palloncini bianchi. Gli applausi accompagnano anche l'ingresso in cattedrale dei familiari delle vittime.

Messaggio anche dell'arcivescovo, Corrado Lorefice, che si trova fuori città: "Mi trovo lontano da Palermo, ma sento l'urgenza di far giungere a voi la mia voce in un momento di dolore così forte e lacerante. Di fronte alla morte innocente e allo strazio di chi resta non possiamo che levare lo sguardo verso il nostro Signore".

Una delle familiari delle 9 vittime dell'alluvione di Casteldaccia si è sentita male ed è svenuta prima dell'inizio dei funerali nella cattedrale a Palermo.

La chiesa è gremita e per la calca ci sono stati anche momenti di tensione. I partecipanti vengono invitati a mantenere la distanza dalle bare e dai parenti delle persone decedute. Sulla bara bianca della piccola Rachele, la più giovane delle vittime morta a un anno di età, sono stati sistemati dei peluche.

Sotto è stata sistemata una foto della bambina con scritto: "Nessuno muore sulla Terra finché vive nel cuore di chi resta". In cattedrale c'è il sindaco di Palermo Leoluca Orlando che tenta di consolare i familiari delle vittime.

Palloncini bianchi hanno accolto l'uscita dei 9 feretri dalla cattedrale, sono stati liberati in aria mentre venivano portate fuori le bare dei tre bambini.

Alla cerimonia hanno partecipato anche il sindaco di Bagheria, Patrizio Cinque, e il presidente della Regione, Nello Musumeci. Grande commozione dei familiari delle vittime che si sono chinati a baciare le bare: diverse persone sono state colte da malore e sono dovuti intervenire i medici dell'Asl. Ancora sotto shock Giuseppe Giordano che nella tragedia ha perso la moglie, due figli e i genitori.

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