Venerdì, 06 Dicembre 2019
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RAPPORTO DI LEGAMBIENTE

Treni, in Sicilia si viaggia a passo di lumaca e l'età media dei mezzi circolanti è tra le più alte in Italia

di
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I diktat della Regione a Trenitalia

Tra le 26 opere che secondo Legambiente sono utili per quanti utilizzano quotidianamente i mezzi di trasporto ma non dispongono delle risorse per essere ultimate, due interessano la Sicilia. Interventi giudicati fondamentali per il trasporto pubblico su ferro che, nell’Isola, sconta condizioni di arretratezza a dir poco imbarazzanti. Altro che alternativa alle automobili private, quindi.

Come si legge nella Gazzetta del Sud in edicola oggi, nel rapporto “Pendolaria”, alcuni dati la dicono lunga sullo stato di salute dei collegamenti ferroviari: nel periodo compreso tra il 2010 e il 2018, il totale dei tagli ai servizi si attesta sul 5,6 per cento, mentre quello dell’aumento delle tariffe tocca quota 11,4 per cento. Questo, poi, il numero giornaliero di corse: 51 effettuate dalla Circumetnea, 377 da Trenitalia.

E i numeri riguardanti il materiale rotabile? Semplicemente deficitari, visto che l’Isola si colloca al quarto posto in Italia nella speciale classifica della vetustà dei mezzi, dopo Basilicata, Puglia e Campania. Complici i 19 anni e mezzo di media riportati sulla “carta d’identità” dei 174 treni circolanti, il 58,9 per cento dei quali ha più di 5 anni.

Come se non bastasse, gridano allo scandalo gli utenti della sesta peggiore linea del Paese, la Agrigento-Palermo: qui «il tempo di percorrenza è di 1 ora e 55 minuti (per il treno più veloce), la velocità media è di 67 km/h, e sono 12 le coppie di treni che quotidianamente percorrono la linea lunga 137 km ed elettrificata dagli anni Novanta. Malgrado la domanda di spostamento tra le due città sia molto rilevante, solo una percentuale bassa si sposta in treno e la ragione sta nel fatto che i convogli sono pochi rispetto alla capacità della linea e risultano molto spesso in ritardo, specialmente nelle giornate di pioggia quando in molte stazioni si allagano i binari e si verificano frane», si legge nel report di Legambiente.

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