Mercoledì, 16 Gennaio 2019
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IL DECRETO

Sanità in Sicilia, via libera alla nuova rete ospedaliera: tutte le novità

Cambia la sanità in Sicilia, l'assessore regionale Ruggero Razza ha infatti firmato il decreto sulla nuova rete ospedaliera dell'Isola.

"Il documento, esattamente come avvenuto in previsione della rete approvata nel 2017 - commenta l'assessore -, recepisce, con un cronoprogramma, le richieste formulate dal ministero in relazione alla riduzione delle unità complesse, secondo la previsione di rete, nonché sulla rete emergenziale e sui punti nascita".

L'assessore aggiunge: "Alcune indiscrezioni di stampa, riportate nei giorni scorsi, hanno probabilmente indotto il ministro Grillo a ritenere che la Regione potesse eludere il parere trasmesso. Non è così, come da me dichiarato già nei giorni scorsi, e non potrebbe mai esserlo: siamo stati educati alla cultura delle istituzioni e riteniamo che la collaborazione con il ministero, fino ad oggi proficua, sia posta nell'interesse esclusivo dei cittadini, che tutti riteniamo imprescindibile. Il 23 gennaio incontrerò le parti sociali per proseguire nel dialogo avviato e per iniziare ad affrontare i criteri per la redazione dei nuovi atti aziendali".

Il decreto prevede una riorganizzazione del comparto ospedalieri. Verranno ridotti i reparti degli ospedali pubblici, da 839 a 754. L'effetto sarà una riduzione di 85 primari.

Gli ospedai saranno suddivisi in quattro categorie: i Dea di secondo livello (i poli più grandi che hanno al loro interno i reparti di ogni disciplina), i Dea di primo livello (strutture di grandi dimensioni), i presidi di base e quelli di zona disagiata o alto rischio.

Quattro le maxi aree geografiche in cui viene suddivisa la Sicilia: Catania-Ragusa-Siracusa, dove i Dea di secondo livello sono: Garibaldi, Cannizzaro e Policlinico di Catania. I Dea di primo livello con gli ospedali di Acireale, Caltagirone, Ragusa, Modica-Scicli, Vittoria-Comiso, Siracusa e Avola-Noto. Il presidio ospedaliero di Giarre non sarà chiuso e avrà il pronto soccorso.

Nel bacino di Messina Dea di secondo livello è il Policlinico, quelli di primo livello gli ospedali di Milazzo, di Taormina, il Bonino Pulejo-Piemonte e il Papardo.

Nel bacino Palermo-Trapani i Dea di secondo livello sono il Civico e il Policlinico. I Dea di primo livello sono il San Raffaele Giglio, il Buccheri La Ferla, gli ospedali riunitiVilla Sofia-Cervello, Ingrassia-Villa delle Ginestre, Trapani-Salemi, Mazara e Marsala. Restano presidi di base gli ospedali di Partinico (che Razza assicura verrà potenziato a partire dal pronto soccorso) e Termini Imerese, confermati come presidi in zone disagiate gli ospedali di Corleone e Petralia Sottana.

Nel bacino Agrigento-Caltanissetta-Enna il Dea di secondo livello è il Sant'Elia di Caltanissetta; di primo livello invece gli ospedali di Agrigento, Sciacca-Ribera, Gela e Umberto I di Enna.

Sul rischio chiusura dei piccoli centri sanitari di provincia l'assessore Razza ha detto che il governo ha scelto di non chiuderli. Ciò significa che potrebbero esserci assunzioni e potenziamenti di queste strutture.

Razza ha detto che a Partinico, in provincia di Palermo, c’è il più importante reparto di Diabetologia e cura del piede e ci sarà ora una unità operativa semplice in più: Malattie endocrine. Entro marzo 2020 dovrebbe entrare in funzione la Cardiochirurgia pediatrica al Civico di Palermo e c’è la volontà di attivarne una seconda a Taormina.

Ma non c'è solo il pubblico, la rete prevede anche un riordino dei servizi offerti dai privati: ci sono riduzioni che riguardano strutture superflue ma non intaccano il numero complessivo dei posti letto e dunque il budget di ogni clinica.

“Prendiamo atto che l'assessore Razza ha firmato il decreto di riorganizzazione della rete ospedaliera siciliana recependo le indicazioni ministeriali. Anche questa volta non sappiamo nulla delle novità. Niente trasparenza ma solo improvvisazione e pressapochismo. Chiediamo per questo un incontro. Vogliamo capire cosa è stato deliberato, ammesso che l'assessore lo sappia". Questo infine il commento  di Enzo Tango, segretario generale della Uil Fpl Sicilia.

 

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