Martedì, 17 Settembre 2019
stampa
Dimensione testo
POLIZIA

La mafia e il monopolio del calcestruzzo in provincia di Enna: arrestati boss e due imprenditori

Operazione "Cerberus": arresti dalla polizia di Stato per associazione mafiosa e concorso esterno. Fatta luce sul monopolio delle forniture di calcestruzzo in una ampia parte del territorio ennese. Tre arresti: un boss e due imprenditori.

Il blitz antimafia è scattato a seguito dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Caltanissetta, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia nissena.

L’operazione costituisce il proseguimento dell’inchiesta «Goodfellas» del giugno 2017, condotta dalla Squadra mobile di Enna e dal commissariato di Leonforte.

Gli inquirenti nel corso di ulteriori approfondimenti hanno individuato l’attuale rappresentante di una famiglia di Cosa nostra dell’ennese, nonchè alcuni imprenditori legati storicamente all’organizzazione mafiosa ennese attivi nel settore delle forniture di calcestruzzo.

Sarebbe emerso che gli stessi imprenditori accusati di concorso esterno, avrebbero fatto da intermediari per il pagamento del pizzo tra la cosca e le imprese taglieggiate.

La polizia di Stato ha arrestato Carmelo Bruno, 58 anni, accusato di essere il boss mafioso di Calascibetta (Enna). Sono stati arrestati, su ordine del gip nisseno dopo le indagini coordinate dalla procura, anche gli imprenditori Giuseppe Di Venti, 50 anni, e Giuseppe Antonio Falzone, 58 anni, entrambi di Enna, accusati di concorso in associazione mafiosa.

I due, secondo l’accusa, dagli anni Novanta «quali imprenditori titolari di un impianto per la produzione di calcestruzzo, concorrevano all’attività delle famiglie
costituenti l’associazione mafiosa denominata Cosa nostra operanti in provincia di Enna, mettendo a loro disposizione la loro qualità di imprenditori per favorire l’attività dell’organizzazione informandola dello svolgimento di lavori edili sul territorio, sostenendola economicamente e facendo da intermediari tra l’associazione e le ditte che eseguivano lavori edili pubblici e privati, il tutto in cambio del sostegno mafioso per il conseguimento di forniture di calcestruzzo a
danno di altre ditte o comunque senza doversi attenere a parametri concorrenziali».

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

Correlati

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook