Martedì, 25 Giugno 2019
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GUARDIA DI FINANZA

Finti malati di talassemia, scoperta a Palermo truffa all'Inps per la pensione: 54 indagati

I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo, coordinati dalla Procura della Repubblica del capoluogo siciliano, hanno eseguito un provvedimento di sequestro per equivalente per oltre 1 milione di euro emesso nei confronti di 39 persone indagate per falso e truffa ai danni dell’Inps. Le indagini avrebbero consentito di portare alla luce una prassi illecita che vedeva coinvolte decine di persone residenti a Palermo e provincia le quali, utilizzando documentazione medica falsificata, hanno beneficiato di particolari indennità economiche spettanti a pazienti colpiti da gravi patologie del sangue (talassemia major, talassodrepanocitosi e drepanocitosi).

Grazie all’incrocio dei dati in possesso dell’assessorato della Salute della Regione Siciliana e degli ospedali palermitani, è stato possibile individuare i pazienti che non solo non risultavano iscritti nel «Registro Siciliano delle Talassemie ed Emoglobinopatie», presso cui vengono registrati coloro che, per la natura delle patologie sofferte, effettuano trasfusioni con cadenza periodica, ma godevano in realtà di ottima salute. Il meccanismo della truffa era semplice e talvolta grossolano. Bastavano, infatti, un certificato a nome di medici che in realtà non l’avevano mai sottoscritto e timbri falsi.

La documentazione veniva poi presenta all’ufficio Inps territorialmente competente. Ovviamente l’interesse non era quello di beneficiare delle trasfusioni, a cui sono costrette le persone purtroppo realmente malate, ma quello di ottenere l’indennità economica spettante per legge ai lavoratori affetti da talassemia major (morbo di Cooley) e drepanocitosi che, raggiunti i requisiti anagrafici e di contribuzione, hanno diritto a un’indennità annuale pari alla pensione minima erogata dall’istituto di previdenza In una prima fase è stata acquisita presso l’Inps la documentazione di 103 beneficiari nel territorio provinciale dell’indennità, per complessivi 1.624.882 euro. Le Fiamme Gialle hanno quindi accertato, nei confronti di 54 soggetti, indebite percezioni per 1,4 milione di euro, mentre l’Istituto ha avviato le procedure di recupero di parte delle somme illecitamente ottenute.

Nei confronti di alcune persone la Procura della Repubblica di Palermo ha chiesto e ottenuto i provvedimento di sequestro preventivo, avente ad oggetto disponibilità finanziarie, beni mobili e denaro fino a concorrenza dell’importo da ciascun indagato oggetto di truffa. Fra i denunciati, anche due dipendenti dello stesso ente di previdenza (di cui uno attualmente in pensione) con l’aggravante della violazione dei doveri inerenti a una pubblica funzione, poichè assegnati all’ufficio che ha gestito le relative pratiche. In pratica, si erano autoassegnati, direttamente o per il tramite del coniuge, ma con le stesse modalità fraudolente, le indennità previste.

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