Mercoledì, 11 Dicembre 2019
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VULCANO

L'Etna dà nuovamente spettacolo: colate di lava, boati e cenere: alzato il livello di allerta

Una nuova spettacolare fase eruttiva sull'Etna è in corso da un frattura che si è aperta in maniera quasi longitudinale, dalla cima alla base, nel nuovo cratere di Sud-Est. Una colata bene alimentata fuoriesce dall’apertura dirigendosi verso il desertico versante sud del vulcano attivo più alto d’Europa, 'puntando' i monti Barbagallo e Frumento Sud. Il fronte più avanzato ha raggiunto quota 2.600 metri.

Dalla frattura si registrano boati ed emissione di cenere che sospinta dal forte vento d’alta quota si dirige verso est, sul mare, ma non è presente il fenomeno delle 'fontane di lava'. A scopo precauzionale l’Osservatorio etneo-Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Oe-Ingv) di Catania ha emesso un 'vona' rosso, che è il massimo livello di allerta per gli spari aerei, ma che, al momento, non impatta con l’operatività dell’aeroporto internazionale Vincenzo Bellini.

Assente sul vulcano l’attività sismica. Per gli esperti dell’Os-Ingv di Catania l’attuale quadro eruttivo dell’Etna, che al momento si svolge tutto nella zona sommitale senza costituire un pericolo per cose o persone, richiama quello degli inizi del 2017 che si concluse nell’aprile dello stesso anno.

Il Dipartimento della Protezione Civile ha disposto il passaggio di livello di allerta da "verde", che corrisponde all’attività ordinaria, al livello "giallo" per il vulcano Etna, e la conseguente attivazione della fase operativa di «attenzione» secondo quanto previsto dal Piano Nazionale di emergenza. Tale decisione, a seguito dell’apertura di una frattura eruttiva alla base del Nuovo Cratere di Sud Est, è stata adottata, alla luce delle valutazioni emerse, durante la riunione straordinaria odierna con i Centri di Competenza e il Dipartimento della Protezione Civile della Regione Siciliana. L’innalzamento del livello determina il potenziamento del sistema di monitoraggio del vulcano e l’attivazione di un raccordo informativo costante tra la comunità scientifica e le altre componenti e strutture operative del Servizio nazionale della protezione civile.

Tale valutazione - spiega la Protezione civile - è basata sulle segnalazioni delle fenomenologie e sulle valutazioni di pericolosità rese disponibili dai Centri di Competenza che per l’Etna sono l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Osservatorio Etneo e Sezione di Palermo) e il Dipartimento Scienza della Terra dell’Università di Firenze. Il Dipartimento della Protezione Civile condivide le informazioni con la struttura di protezione civile della Regione Siciliana che, soprattutto in relazione a scenari di impatto locale, allerta le strutture territoriali di protezione civile e adotta eventuali misure in risposta alle situazioni emergenziali.

Indipendentemente dalle fenomenologie vulcaniche di livello locale, che possono avere frequenti variazioni, persiste una situazione di potenziate disequilibrio del vulcano. Occorre quindi tener presente che i passaggi di livello di allerta possono non avvenire necessariamente in modo sequenziale o graduale, essendo sempre possibili variazioni repentine o improvvise dell’attività.

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