Lunedì, 23 Settembre 2019
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ROGHI DEVASTANTI

Incendi, notte di fuoco in Sicilia. Musumeci: “Caro piromane vai all’inferno”

Quasi cento sfollati, decine di case danneggiate dalle fiamme, ettari di vegetazione distrutti e vigili del fuoco costretti a lavorare per ore per riuscire ad avere la meglio su roghi, ancora una volta, appiccati dall'uomo. L'ennesimo racconto della Sicilia che brucia arriva dal Palermitano e dalla provincia di Trapani. Il fuoco ha divorato boschi e macchia mediterranea a Monreale, Falsomiele, alle pendici delle colline nel quartiere Villagrazia. E ancora ad Altofonte, Cerda, Trappeto e Termini Imerese e Scopello. La luce sinistra dei roghi ha illuminato la notte: da Palermo era ben visibile il fronte del fuoco che ha costretto a sgomberare decine di villette sopra Monreale, sul monte Caputo. I Canadair hanno effettuato lanci fino all'alba per spegnere gli ultimi focolai, mentre in città le fiamme sono arrivate a ridosso delle abitazioni.

Il sindaco di Monreale, Alberto Arcidiacono, ha chiesto lo stato di calamità per le zone distrutte dal fuoco e pene severe per i piromani: "abbiamo deciso per l'incolumità delle famiglie - dice - di spostarle dalle loro abitazioni e abbiamo messo a disposizione la scuola Antonio Veneziano. Siamo davanti a mani criminali, bisogna prenderne coscienza e mandare segnali forti". E doloso sarebbe anche l'incendio scoppiato nella località balneare Trapanese di Scopello. Ne è certo Nicola Rizzo, sindaco di Castellammare del Golfo. "Sono stati individuati ben 5 punti diversi e distanti dai quali è partito il fuoco. Quel che è certo è che si tratta di una precisa volontà", dice. L'evoluzione della situazione è stata seguita dal Comitato di sicurezza pubblica convocato dal prefetto di Palermo, Antonella De Miro che ha espresso parole di grande apprezzamento per la professionalità e la tempestività degli interventi dei vigili del fuoco e della forestale. Il bilancio degli ultimi tre giorni di roghi in Sicilia è drammatico.

L'assessore Cordaro  ha trascorso tutta la notte nell'area di Monreale, insieme al comandante del Corpo Forestale della Regione Siciliana, Filippo Principato, al Sindaco e al presidente del consiglio comunale della città, Marco Intravaia. Anche il governatore Musumeci annuncia una visita nei luoghi colpiti dalle fiamme: "Appena sarà completata la verifica dei danni, verrò personalmente sul posto per verificare gli interventi urgenti che dovranno essere disposti dalla Regione per mettere in sicurezza gli abitati colpiti dai roghi. Esprimo il mio personale ringraziamento e quello di tutti i siciliani, agli uomini combattono ogni giorno gli incendi che colpiscono la nostra splendida terra".

"Negli ultimi tre giorni, in Sicilia, sono andati a fuoco 356 ettari - di cui 198 di superficie boschiva - nel corso di 63 differenti incendi. Il Corpo Forestale della Regione Siciliana ha fatto fronte a quest’emergenza schierando sul campo 585 uomini e oltre 100 mezzi terrestri. In 72 ore sono stati impiegati, complessivamente 25 mezzi aerei, tra elicotteri e Canadair, che hanno portato a termine 264 lanci sui roghi che hanno colpito la Regione. Adesso attendiamo l’arresto dei criminali che hanno causato questi roghi, visto che è ormai certo, che non si tratti solo di incendi accidentali", ha aggiunto il presidente della Regione Siciliana.

E in un post condiviso su Facebook, Musumeci si scaglia contro gli autori dei roghi: "Caro piromane, ti piace il fuoco? Vai all’inferno!". "Mi piacerebbe guardarli negli occhi e chiedere: perché date fuoco alla vita, perché volete distruggere la bellezza del nostro paesaggio? Poi prevale il senso di giustizia e penso che i piromani che, nella notte scorsa, hanno dolosamente appiccato focolai per il solo gusto di distruggere, andrebbero arrestati e buttata la chiave". "Si occupi di questo la riforma della giustizia proposta dal governo al Parlamento - continua il governatore - perché abbiamo un solo timore: riuscire a prendere qualcuna di queste canaglie e vederla di nuovo circolare liberamente. In settimana andrò personalmente a vedere i danni. Intanto lasciatemi dire: bravi i nostri uomini del Corpo forestale della Regione, bravi i pompieri e molto bene il sistema di Protezione civile. Ma dovremmo utilizzarli in caso di calamità naturali, non perché un bastardo ha deciso di appiccare il fuoco. Vadano all’inferno, se proprio gli piace giocare con le fiamme".

Infine il duro commento di Coldiretti Sicilia: "Ancora una volta la Sicilia è stata massacrata con danni irreversibili perchè gli incendi devastano tutto". "Non è più tollerabile questo scempio - commenta Francesco Ferreri, presidente Coldiretti Sicilia -. Ogni anno si ripete lo sterminio di alberi che provoca danni irreversibili. Occorre avviare piani di prevenzione già dall'inverno, aumentando i controlli nelle aree sensibili. Se non si rafforzano le misure di controllo e si incentiva l'educazione ambientale ogni anno tracceremo bilanci sempre più gravi".

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