Lunedì, 21 Ottobre 2019
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CATANIA

Giro di mazzette tra i funzionari Anas di Catania, Musumeci: "Rivedere il sistema"

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Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci

Tre funzionari dell'Anas di Catania addetti alla manutenzione di strade della Sicilia Orientale sono stati arrestati in flagranza di reato per corruzione dalla Guardia di finanza, che ha così messo in luce un giro di mazzette da parte da imprese affidatarie che eseguivano le opere assegnate loro, secondo l'accusa, "senza rispettare i capitolati tecnici, proponendo dei ribassi d'asta notevoli ed eseguendo lavori di qualità inferiore per trarne un profitto, che poteva arrivare al 20% del valore dei lavori appaltati". La conseguenza era un abbassamento degli standard di sicurezza sulle arterie stradali.

Gli arrestati, che avrebbero dovuto vigilare sulla corretta esecuzione dei lavori di manutenzione programmata di strade e raccordi della Sicilia Orientale, sono i geometri Riccardo Carmelo Contino, di 51 anni, Giuseppe Panzica, di 48, entrambi capi centro manutenzione, ed un ingegnere, Giuseppe Romano, di 48, responsabile manutenzione programmata. I tre sono stati bloccati non appena si erano spartiti 10 mila euro consegnati negli uffici dell'Anas di Catania da un imprenditore nisseno.

L'operazione, denominata 'Buche d'oro', ha disvelato quello che gli investigatori hanno definito "un sistema di dimensioni molto più ampie". Contino e Panzica sono stati rinchiusi in carcere; Romano è stato posto ai domiciliari. Una decina gli imprenditori indagati in una inchiesta che vede coinvolti, secondo quanto affermato dagli investigatori, anche altri funzionari dell'Anas e numerosi imprenditori. Il Procuratore della Repubblica a Catania Carmelo Zuccaro ha detto che il sistema "si protrae da alcuni anni e coinvolge i vertici dell'Anas della Sicilia Orientale ed i funzionari di grado inferiore".

Nel corso di alcune perquisizioni nella sede dell'Anas di Catania sono stati rinvenuti e sequestrati contanti per circa 25.000 euro circa, denaro direttamente riconducibile alle più recenti dazioni corruttrici. Al momento del blitz delle Fiamme Gialle sono stati trovati 3.300 euro nell'ufficio di Contino e 3.700 euro nell'ufficio di Panzica. Romano, che nel frattempo si era allontanato dalla sede dell'Anas, venuto a conoscenza dell'intervento in corso, prima di rientrare al lavoro aveva gettato via dal finestrino della sua auto 3.000 euro in contanti che gli erano stati consegnati da Contino.

"Ripeto quello che ho detto per mesi e vorrò ribadirlo, alla prima occasione, anche al presidente Conte. Per la Sicilia le infrastrutture statali (cioè tutte le arterie principali) sono un problema. E l'Anas non è stata la soluzione. Prendiamone atto e cerchiamo di lavorare insieme. Le responsabilità penali sono personali, per carità. Ma se il sistema non va o, peggio, se dovesse avere riferimenti anche nell'amministrazione regionale è bene reagire. Chi ruba risorse pubbliche ruba il futuro dei nostri figli". Lo ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci.

"I fatti accaduti sono gravissimi e inaccettabili. Anas è un'azienda sana, fortemente impegnata nel contrasto dell'illegalità ed in particolare della corruzione. Anas, oltre a condannare in maniera netta l'episodio garantendo che i responsabili saranno perseguiti con assoluto rigore, rafforzerà ulteriormente le misure interne di controllo per evitare il ripetersi di questi episodi di corruzione", commenta l'ad di Anas Massimo Simonini.

"Questi comportamenti - aggiunge - oltre a lasciare sconcertati, fanno soltanto male all'immagine di una società dove migliaia di persone lavorano ogni giorno con professionalità, sacrificio, spirito di servizio e onestà per fornire al Paese il servizio essenziale della mobilità sulla rete stradale e autostradale. Siamo fiduciosi nell'operato della magistratura e delle forze dell'ordine, con le quali collaboreremo attivamente per fornire ogni utile contributo all'accertamento delle responsabilità". Anas ha subito avviato le procedure amministrative per l'accertamento delle responsabilità delle persone coinvolte per adottare provvedimenti.

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