Lunedì, 17 Febbraio 2020
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DROGA

Giovanissimi spacciatori arrestati nel Messinese, l'inchiesta da un selfie di 3 egiziani con coca e alcol

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Tutto nasce da una foto di tre egiziani maggiorenni postata su Facebook: un festino con droga e alcol che ha attirato l’attenzione degli investigatori. Gli stranieri erano solo consumatori, dietro c’erano i “rampanti” dello spaccio e quel “cubano”, Gonzalo Perez, arrestato dalla Dda e sorvegliato speciale coinvolto nell’operazione “Scala reale”, sulla quale pende il processo in primo grado. Uno dei personaggi ritenuto dagli inquirenti più di rilievo, che associava la propria immagine a quello del noto spacciatore colombiano Pablo Escobar. Avrebbe pensato di presentarsi su un social network con la foto del “Chapo”, ma un amico al telefono lo avrebbe invitato a desistere dall'idea.

Il dato più allarmante che emerge dall’Operazione “Piramide”, per il procuratore capo di Patti, Angelo Cavallo, è la spregiudicatezza dei giovani, che si muovevano con «fare imprenditoriale, visto che questa era per loro la principale attività di sostentamento. E avevano un’ottima professionalità». Ragionavano da “holding” e addirittura avrebbero pianificato alcuni furti ai danni di chiese della zona reperire dei fondi da reinvestire nell’acquisto della droga.

Cavallo aggiunge: «Inquieta la giovane età degli spacciatori e degli assuntori». E l’attività svolta vicino alla scuola primaria Lombardo Radice di Patti. Due degli indagati si rinfacciano in una telefonata la vendita di cocaina ad un adolescente che nel 2018 si è tolto la vita. Poi Cavallo ha rivelato l'intenzione del “gruppo” di portare sul mercato pattese anche lo “skunk”, varietà della cannabis creata negli anni '80 ma fuori dai circuiti della zona.

La droga di Messina a Patti, Gioiosa Marea e Barcellona: nomi e foto dei giovanissimi arrestati

«Discutevano se introdurre questo nuovo stupefacente più potente, con intuito commerciale – ha aggiunto il procuratore –. Si interrogavano se questa novità assoluta potesse piacere ai “clienti”». Si chiarisce poi che non viene contestata “l’associazione” perché «per l’articolo 74 contempla un’organizzazione per quanto rudimentale», mentre in questo caso gli episodi sarebbero stati costanti ma isolati tra loro. Infine, «nella normale dialettica processuale», sul “peso” di alcune misure rispetto ad altre è stato annunciato che verrà presentato appello rispetto alle decisioni del gip.

«È emerso uno spaccato particolarmente preoccupante», ha aggiunto il comandante provinciale Lorenzo Sabatino, rimarcando l’importanza fondamentale della prevenzione, dell’educazione in ambito familiare e delle segnalazioni nei casi in cui si dovesse osservare qualcosa di anomalo: «L’attività di forze dell’ordine e magistratura non è sufficiente a combattere il fenomeno».

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