Sabato, 11 Luglio 2020
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LE REAZIONI

Bufera sulle frasi della preside del Seguenza di Messina, Coldiretti: "Un onore essere contadini"

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Francesco Ferreri

"Essere contadini è un onore. Essere figli di contadini è una ricchezza in termini di dignità e consapevolezza di contribuire al benessere sociale". È il commento di Coldiretti Sicilia alla preside del Liceo Seguenza di Messina. "Durante l' assemblea d'istituto, la dirigente ha affermato che gli alunni del liceo che dirige possono permettersi una spesa non come i figli dei contadini. Si tratta di un'affermazione che lede la professionalità degli agricoltori e che dimostra quanta strada ancora bisogna percorrere per eliminare i luoghi comuni. Chi lavora la terra è spesso laureato con master, parla le lingue, viaggia e certamente contribuisce alla salute e al benessere", afferma il presidente di Coldiretti Sicilia, Francesco Ferreri.

«Dispiace leggere le affermazioni della dirigente scolastica del liceo scientifico Seguenza di Messina, particolarmente spiacevoli nei toni come nei contenuti, che definiscono un’idea di scuola del tutto differente dal lavoro che fra tante difficoltà stiamo portando avanti». Lo scrive su Facebook il sottosegretario all’Istruzione Peppe De Cristofaro, in merito alle polemiche nate oggi nella città siciliana. «L'immagine della scuola di classe tratteggiata dalla preside siciliana - con un canyon a dividere 'aula di montagnà, 'figli di contadini' e presunti istituti di elite - non è purtroppo un semplice inciampo di una dirigente, ma piuttosto una realtà ancora molto presente nella nostra società. Una visione certamente distante dal concetto di democrazia ispirato dalla nostra Costituzione e opposto al progetto di una scuola aperta e inclusiva a cui stiamo lavorando, ma non solo. Infatti l’idea della scuola di classe, di un’istituzione che favorisce o anche solo tollera differenze di possibilità e di qualità della formazione in funzione dell’ambiente di provenienza, è non solo intollerabile, ma finanche inefficace nel contribuire alla crescita economica e sociale di un Paese. La nostra scuola e, insisto, la nostra democrazia si sono fatte forti della possibilità che il figlio dell’operaio, piuttosto che del contadino, potesse diventare dottore o ingegnere». Le affermazioni della dirigente «non sono semplicemente superficiali - conclude De Cristofaro - ma ci mostrano come certe sfide, nella scuola come nella società, siano ancora campi aperti».

"Le improvvide dichiarazioni della Preside del Liceo Seguenza e la successiva strumentalizzazione da parte del Sindaco di Messina sono emblematiche di un approccio inadeguato alle questioni relative alla scuola, alla formazione e alle politiche giovanili. Innanzitutto va sgombrato il campo da una questione: il Seguenza non è una scuola classista, non lo è mai stato. Non saranno, certo, le affermazioni "scriteriate" di una dirigente scolastica a cambiare il senso di una storia. La scuola e l'università sono per tutti, senza distinzione di condizione sociale o altri elementi di discriminazione. Su questo non ci possono essere né confusioni, né errori, salvo dimenticare decenni di lotte che hanno portato all'affermazione del diritto allo studio, garantito e protetto anche dalla Costituzione. E, quindi, da difendere sempre! Allo stesso tempo, sono da deprecare le prese di posizioni strumentali. In questi ultimi anni i tagli alle scuole hanno reso spesso precaria la qualità della vita scolastica. Per anni, istituti di ogni ordine e grado sono stati senza riscaldamento e carenti perfino delle forniture igieniche essenziali. Se è vero che la preside dovrebbe scusarsi, la politica non può certo fare la voce grossa. Il Sindaco De Luca invece di redarguire pensi a fare il proprio lavoro e, anche come Sindaco Metropolitano, dia le risposte che docenti e studenti chiedono alle istituzioni. È vero che non importa dove sei nato e di chi sei figlio, il sistema scolastico deve formare tutti, ma senza le risorse si tratta solo di retorica", è quanto afferma Domenico Siracusano, segretario Provinciale di Articolo Uno - Messina.

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