Martedì, 24 Novembre 2020
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"GULASCH-AMICI MIEI"

Truffa da 36 milioni all'Ue, 16 arresti a Palermo: c'è anche un ex sindaco

Maxi truffa all'Unione Europea da 36 milioni di euro e 16 arresti a Palermo. I finanzieri del Nucleo di polizia economico finanziaria del capoluogo, nell’ambito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal gip del Tribunale di Palermo nei confronti di 24 persone, di cui 4 sottoposti a custodia cautelare in carcere, 12 ristretti agli arresti domiciliari, 8 sottoposti all’obbligo di dimora nel comune di residenza con contestuale obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Il gip ha disposto anche il sequestro preventivo di 14 imprese, 3 delle quali con sede all’estero (Ungheria, Austria e Romania), per un valore di circa 24 milioni di euro, e di disponibilità finanziarie, beni mobili e immobili per oltre 12,5 milioni di euro, pari all’ammontare dei contributi pubblici indebitamente percepiti. Bloccata, inoltre, l’erogazione di contributi indebiti per ulteriori 3,5 milioni di euro.

I reati contestati agli indagati sono, a vario titolo, associazione per delinquere, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, falsità materiale e ideologica in atto pubblico, rivelazione di segreto d’ufficio, soppressione e occultamento di atti pubblici.

Le indagini dei finanzieri si sono concentrate sull’iter di concessione di finanziamenti pubblici in agricoltura nell’ambito dei Psr (Programma di Sviluppo Rurale) Sicilia 2007/2013 e 2014/2020 che ruotano intorno all’Ipa (Ispettorato Provinciale dell’Agricoltura) della Regione Sicilia, ente deputato alla valutazione circa l’ammissibilità delle istanze volte ad ottenere le pubbliche provvidenze, di origine europea e nazionale.

Dalle attività svolte, sono nati due filoni di indagine: il primo relativo alla percezione indebita di rilevanti finanziamenti pubblici, il secondo, invece, incentrato sull’operato dei funzionari pubblici deputati al controllo dei requisiti e all’attribuzione dei punteggi per l’ammissione al contributo delle domande di finanziamento.

In carcere sono finiti i fratelli Giovanni Salvatore Di Liberto e Francesco Di Liberto, il primo amministratore unico della Di Liberto S.r.l. e il secondo già rappresentante legale della General Tec; Filippo Cangialosi, già funzionario dell’Ispettorato provinciale dell’agricoltura di Palermo e attualmente in servizio al Dipartimento dell’Agricoltura dell’assessorato regionale all’Agricoltura; Paolo Giarrusso, amministratore unico della Meatech Gmbh.

Ai domiciliari: Vincenzo Geluso, ex sindaco del Comune di San Cipirello e attualmente componente dell’Ufficio di gabinetto dell’assessore regionale all’Agricoltura; Antonino Cosimo D'Amico, ex ispettore capo dell’Ipa di Palermo e attualmente dirigente del Dipartimento dell’Agricoltura dell’assessorato regionale all’Agricoltura; Ciro Maurizio Di Liberto, tecnico progettista della Di Liberto S.r.l. e fratello di Giovanni Salvatore e Francesco; Nunzia Salvina Pipitone, prestanome e moglie di Giovanni Salvatore Di Liberto; Roberto Percivale; intermediario all’estero dei fratelli Di Liberto; Marco Iuculano, rappresentante legale della Lpb; Giovanni Calì, attuale rappresentante legale della General Tec; Riccardo Puccio e Francesco Sclafani, ingegneri di Marineo; Giuseppe Guttadauro, avvocato e imprenditore agricolo; Alessandro Mocciaro Li Destri, imprenditore agricolo; Giuseppe Taravella, già legale rappresentante del Consorzio Agrario di Palermo Scarl e poi in servizio presso l’Ispettorato dell’agricoltura di Palermo.

Sottoposti all’obbligo di dimora nel comune di residenza con contestuale obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria: Lillì Napoli e Maria Luisa Virga, dirigenti presso l'Ipa di Palermo; Gaetano Ales, funzionario dell’Ipa di Palermo; Salvatore Picardo, responsabile dell’area 4 tecnica - Suap del Comune di San Cipirello; Ciro Spinella, agronomo di Marineo; Girolamo Lo Cascio, già rappresentante legale della General Tec; Alessandro Russo, tecnico progettista della Di Liberto Srl.; Maria Concetta Catalano, dirigente dell’Ufficio intercomunale dell’agricoltura “Basse Madonie”.

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