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GUARDIA DI FINANZA

Peculato, arrestata a Palermo dipendente di Riscossione Sicilia

Avrebbe intascato soldi per agevolare alcune pratiche relative alla rottamazione di cartelle esattoriali, senza peraltro adempiere all’impegno assunto con le persone raggirate. Con questa accusa i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Palermo, nell’ambito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica del capoluogo, hanno notificato a Renata Sciortino, 41 anni, di Palermo, dipendente di Riscossione Sicilia S.p.A., la misura cautelare degli arresti domiciliari, disposta dal Gip del Tribunale di Palermo.

La misura è stata disposta come aggravamento della precedente misura interdittiva della sospensione dall’esercizio di pubblici uffici per un anno, eseguita lo scorso mese di febbraio dalle Fiamme Gialle palermitane unitamente ad un sequestro preventivo di oltre 163.000 euro, individuati come profitto di peculato e autoriciclaggio.

Le indagini, svolte dagli specialisti del Gruppo Tutela Spesa Pubblica del Nucleo di polizia economico-finanziaria, avrebbero consentito di accertare che l’indagata, addetta alla gestione delle istanze di rateizzazione e rottamazione delle cartelle esattoriali presso l’ente di riscossione, tra il 2017 e il 2019, si sarebbe fatta consegnare da vari contribuenti ingenti somme di denaro, con la promessa di potere accedere a procedure particolarmente agevolate per la trattazione delle relative pratiche. Ottenuti i pagamenti, per lo più in contanti ovvero a mezzo ricariche di Postepay, l’indagata si sarebbe appropriata delle cospicue somme senza effettuare alcun versamento per la gestione delle posizioni debitorie dei contribuenti raggirati. Parte delle somme sarebbe stata utilizzate per la ricarica di conti di gioco e scommesse online, per cui è scattata anche la denuncia di autoriciclaggio.

A seguito degli ulteriori riscontri eseguiti dai finanzieri, sono state individuate sette persone raggirate dalla funzionaria infedele e il profitto dei reati ipotizzati è salito a oltre 200.000 euro.

Sarebbe anche stato accertato che, dopo la notifica del provvedimento di sequestro disposto dal pm lo scorso mese di febbraio e la sospensione dal servizio, l’indagata ha reiterato analoghe condotte fraudolente, fissando appuntamenti con persone che si erano in passato rivolte a lei per avviare pratiche per rottamazione di cartelle esattoriali.

Questi ulteriori elementi investigativi hanno indotto il Gip a un aggravamento della misura cautelare, su richiesta della Procura della Repubblica, disponendo gli arresti domiciliari poichè l’indagata, scrive il magistrato, «ha mostrato insofferenza e noncuranza al rispetto della legge perseverando nella condotta illecita nonostante il trasferimento ad altri uffici, la sospensione dal servizio e della conoscenza del procedimento penale a suo carico, circostanze che fondano una prognosi negativa sul futuro comportamento dell’indagata e sulla sua capacità, in futuro, di autocontrollo». Le indagini continuano per verificare il coinvolgimento di altri contribuenti in buona fede nelle condotte delittuose contestate.

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