Mercoledì, 23 Settembre 2020
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VILLETTE ABUSIVE

Lottizzazione edilizia a Terme Vigliatore, assolti 24 imputati

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Il Tribunale di Barcellona, tra assoluzioni nel merito, prescrizioni e modifiche legislative, ha assolto a vario titolo 24 imputati, a 10 dei quali si contestava il reato di abuso d'ufficio in concorso e per tutti l'illecito edilizio, per aver realizzato abusivamente 12 villette nell'ambito della lottizzazione Santa Croce a Terme Vigliatore.

Le persone per le quali è stata pronunciata sentenza di assoluzione sono: il presidente della coop “Santa Croce”, Antonina Clelia Cagigi in Giunta, 55 anni; il cognato della presidente, Roberto Francesco Giunta 55 anni; l'ex tecnico del Comune di Terme Vincenzo Torre, 66 anni; i componenti di due diverse commissioni edilizie in carica dal 2004, Filippo Neri Squadrito 61 anni; Sebastiano Mazzeo 60 anni, ingegnere; il geologo Francesco Bonomo 53 anni, il geometra Giuseppe Torre 63 anni, il perito industriale Francesco Buglisi, 48 anni; l'arch. Salvatore Settineri, 49 anni di Barcellona; il perito industriale Salvatore Crisafulli, 65 anni; il geometra Pippo Feminò, 65 anni di Rodì Milici; l'arch. Andrea Calabrò, 58 anni; il geometra Filippo Salvatore Foti, 54 anni e il geologo Giuseppe Bellinvia, 53 anni.

Assoluzione anche - perché il fatto non costituisce reato - per i soci della cooperativa: Marisa Buemi, 51 anni; Michele Scolaro, 50 anni; Giuseppe Bucolo, 34 anni; Michele Giordano, 55 anni; Tonino Biondo, 53 anni di Portosalvo; Salvatore Rizzo, 41 anni; Giovanna Recupero, 33 anni; Giuseppe Barone, 50 anni; Maria Grazia Anastasi, 64 anni; Stefania Chiarello, 45 anni di Rodì Milici. Nello specifico per i tecnici, sia privati che del Comune, è stata dichiarata la prescrizione del reato contestato; mente per un secondo reato di abuso, il fatto specifico non è più previsto dalla legge come illecito penale ed infine per un terzo capo d'accusa, le assoluzioni sono state decise perché “il fatto non sussiste”.

Per la stessa vicenda la Cassazione civile, ha rimesso gli atti alla Corte d'Appelo di Messina che aveva già condannato il Comune di Terme al pagamento di oltre 330 mila euro per indennità di esproprio e che adesso dovrà valutare anche la posizione della stessa cooperativa.

 

 

 

 

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