Mercoledì, 28 Ottobre 2020
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TRIBUNALE

Uccise la madre a pugni, ragusano condannato a 6 anni e 8 mesi di carcere

Ha ucciso la madre a pugni. Carmelo Chessari, 49 anni, ragusano, è stato condannato con rito abbreviato per omicidio volontario, a 6 anni e 8 mesi di reclusione come richiesto dal pm Francesco Riccio, dal gup presso il Tribunale di Ragusa, Eleonora Schininà.
I fatti avvennero tra il 20 e il 21 aprile del 2019. Santa Trovato, 79 anni, in base alle indagini condotte dai carabinieri di Ragusa, morì in conseguenza di un grave trauma cranico. Venne portata in ospedale in stato comatoso il 21 aprile; era stato il figlio stesso a chiamare i soccorsi, ammettendo di averle dato quelli che definì degli «schiaffi» la sera prima.

Una lite scaturita dal fatto che la madre non gli aveva aperto la porta del terrazzo, e lui era rimasto chiuso fuori. Una volta rientrato, forzando la porta, l’aveva aggredita. Poi avevano cenato insieme. La situazione sarebbe precipitata il giorno successivo. L’uomo era tornato a casa per pranzo, e la donna, trovata priva di conoscenza, non rispondeva alle sue domande. Secondo quanto lui stesso aveva riferito, aveva poi chiamato il 118 non riuscendo a farla riprendere. Il gravissimo trauma era già evidente al momento del ricovero tanto che la donna dopo un primo ricovero a Ragusa era stata trasferita a Catania dove morì l’11 maggio.

«Le indagini e gli approfondimenti sono iniziati subito», aveva dichiarato al momento dell’arresto di Carmelo Chessari, il colonnello Gabriele Gainelli, comandante provinciale dell’Arma. Fu il capitano Mariachiara Soldano, allora al comando del Norm di Ragusa, ad aggiungere ulteriori elementi investigativi che portarono alla fine Chessari a confessare «di averla aggredita lui in preda ad un raptus. Era rimasto fuori dal terrazzo, una volta rientrato l’aveva colpita con violenza in testa. La terapia antiaggregante a cui era sottoposta la anziana madre aveva fatto differire gli effetti devastanti della aggressione tanto che solo il giorno dopo la situazione si è aggravata». La donna non riprese mai conoscenza.

Non un episodio, secondo i carabinieri, ma una storia di violenze riportate anche dalle testimonianze dei vicini di casa «e che la donna probabilmente per pudore e vergogna non aveva avuto il coraggio di denunciare». La svolta arrivò con gli esiti dell’autopsia. Chessari che era assistito dall’avvocato Emilio Cintolo, venne arrestato dai carabinieri di Ragusa in applicazione di un provvedimento di custodia cautelare in carcere disposto dal gip a novembre del 2019, su richiesta dal pm Francesco Ricco che coordinò le indagini. Il giudice nella sentenza di condanna ha rimandato gli atti al giudice civile per la quantificazione del risarcimento danni in favore della sorella dell’uomo, e figlia della vittima, assistita dall’avvocato Raffaele Pediliggieri, che si è costituita parte civile.

 

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