Mercoledì, 28 Ottobre 2020
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L'ORDINANZA

Coronavirus, il contagio dall'estero preoccupa la Sicilia: previsti 100 mila arrivi ad ottobre

Resta alta l'allerta Coronavirus in Sicilia, con la curva epidemica che non accenna a calare e la nuova ordinanza del governatore Musumeci che da giovedì entrerà in vigore per cercare di contrastare l'avanzata dell'epidemia. Uno dei passaggi riguarda gli arrivi dall'estero: per tutti infatti sarà d'obbligo il tampone.

Una prassi abbastanza semplice per i voli in arrivo da fuori Italia ma ben più complesso sarà individuare gli stranieri che arriveranno in Sicilia con uno scalo precedente. Per non parlare dei residenti che sono stati all'estero. A Palermo sono attesi circa 1500 controlli al giorno (contro i 300 attuali) visto che ad ottobre sono previsti 364 voli dall’estero per un totale di circa 42.000 passeggeri, che arriveranno con una media di 13 voli al giorno.

Situazione analoga a Catania, mentre i numeri dovrebbero essere un po' più contenuti negli scali di Trapani e Comiso. Aggiungendo anche coloro che arriveranno sull'isola con mezzi diversi dall'aereo, è possibile stimare che saranno più di 100.000 gli stranieri in arrivo in Sicilia nel mese di ottobre.

Secondo quanto prevede l'ordinanza, chiunque entri nel territorio della Regione provenendo da Stati Ue o extra Ue, ha l’obbligo di registrarsi sul sito www.siciliacoronavirus.it, ovvero di comunicare la propria presenza al servizio sanitario della Regione.

«I cittadini residenti in Sicilia adempieranno a tale obbligo sia mediante la registrazione sul sito, sia dandone pronta comunicazione al proprio medico di medicina generale o pediatra - recita il documento -. Alle norme dovranno uniformarsi anche coloro che hanno fatto rientro in Sicilia nei sette giorni antecedenti la pubblicazione dell'ordinanza».

«Le aziende sanitarie provinciali competenti territorialmente provvedono alla sottoscrizione di un Protocollo con le società di gestione degli aeroporti, le Autorità portuali, i gestori del trasporto, di concerto con l’assessorato regionale delle Infrastrutture e della mobilità, per sottoporre al cosiddetto tampone rapido ovvero ad altri mezzi di indagine diagnostica, validati dall’Istituto superiore di sanità, i soggetti provenienti dai Paesi esteri».

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