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Atm Messina, Campagna replica ai lavoratori: "Nessun accanimento, la legge va rispettata"

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Pippo Campagna

Il presidente dell'Atm di Messina, Pippo Campagna, replica alle accuse mosse in una lettera da parte di un gruppo di dipendenti. «In primo luogo - evidenzia Campagna - non possiamo che ribadire il diritto del datore di lavoro e dell’Azienda in questo caso di assumere provvedimenti nei confronti del lavoratore che abbia procurato un danno al patrimonio aziendale a causa di negligenza, colpa o imperizia alla guida. Un diritto sancito dal codice civile, prima ancora che dai contratti collettivi, e anche un preciso dovere».

«Rammento a me stesso, infatti ed a tal proposito, che Atm è un’azienda pubblica che gestisce e dispone di risorse pubbliche, il che comporta che esista un preciso dovere in capo a chi ha la responsabilità del governo politico e della gestione della stessa, di evitare che si possa generare un danno all’erario, conseguendo quindi la necessità di recuperare al costo le somme necessarie alle riparazioni dei danni causati da un fatto negligente e colposo del dipendente».

«Appare superfluo evidenziare a tal proposito, che la triste eredità ricevuta dalla precedente gestione, comprendeva anche il fatto che la vecchia azienda non provvedesse a recuperare dai dipendenti il costo dei danni subiti, con un evidente perpetrarsi di un danno erariale accumulatosi nel tempo. Nessun accanimento verso i lavoratori, quindi, ma semplicemente il ripristino delle condizioni minime di legalità e trasparenza nell’azione amministrativa e gestionale».

«È ovvio, poi, che per il futuro Atm stia lavorando, avendo già manifestato la propria volontà in tal senso, ad inserire nella contrattazione decentrata la possibilità di prevedere delle forma di copertura assicurativa “Kasko”. Ma, la legge va rispettata senza deroga alcuna».

Campagna poi si sofferma sulla vicenda dei cosiddetti "pedinamenti" denunciati dai lavoratori: «Non si può che sottolineare come sia pacificamente ritenuto dalla costante giurisprudenza, anche della Corte di Cassazione, di recente con la sentenza n. 11697/2020, non lesiva della dignità dei lavoratori e della loro privacy, l’attività di controllo attuata anche per il tramite di investigatori privati».

«Un’attività, quindi, perfettamente lecita, espletata nel rispetto di tutti gli obblighi imposti a tutela della persona del lavoratore, che, peraltro è stata già eseguita anche negli anni scorsi dalla precedente gestione della Azienda Atmoggi in liquidazione. La differenza tra le attività di controllo espletate negli anni scorsi e quella odierna, sta nel fatto che oggi, a maggiore tutela dei diritti e delle prerogative proprio dei lavoratori, Atm Spa ha proceduto ad avviare un procedimento disciplinare, mettendo i dipendenti coinvolti dalle verifiche nella condizione di poter esercitare i loro diritti e fornire, eventualmente le giustificazioni».

«All’esito dello svolgimento del procedimento disciplinare, qualora dovessero emergere elementi dai quali desumere ipotesi di abuso da parte di qualche lavoratore, gli accertamenti effettuati verranno trasmessi all’autorità giudiziaria in sede penale per le conseguenti determinazioni. In precedenza, invece, i risultati dei controlli furono inviati direttamente alla Procura della Repubblica, dove si immagina siano ancora in corso le conseguenti attività di indagine da parte degli inquirenti. Anche in questo caso, rivendico, la maggior tutela apprestata al lavoratore piuttosto che una presunta penalizzazione autoritaria ed illegale».

«Non posso che evidenziare, infine, con profondo rammarico – prosegue Campagna – come una parte assolutamente minoritaria dei lavoratori stia cercando in tutti i modi di frapporre ostacoli ad un’azione che ha come obiettivo quello di ripristinare un fisiologico rispetto delle regole e dei doveri da parte di alcuni lavoratori, evidentemente abituati in precedenza a farsene beffa».

«Tali ostinati atteggiamenti, che sfacciatamente vorrebbero mantenere uno status quo fatto di abuso del diritto e delle regole e di privilegi, è fortemente irrispettoso oltre che della legge, anche delle centinaia di lavoratori dell’Azienda che con sacrificio, dedizione e passione stanno condividendo l’azione di cambiamento in un settore come quello del Trasporto pubblico Locale messinese, da sempre considerato un disastro e che ha contribuito nei decenni passati far aumentare a dismisura il buco nero delle finanze pubbliche del Comune di Messina».

«Tali atteggiamenti, poi, in un momento storico come quello che stiamo vivendo, in cui si sta allargando sempre di più il solco tra i dipendenti pubblici ed i dipendenti privati, generando atteggiamenti di tensione ed odio sociale tra categorie di cittadini, risultano essere davvero gravi, incomprensibili e dannosi per tutti».

«Atm sta cercando in tutti i modi di andare incontro alle esigenze dei propri lavoratori in un frangente difficile, basti pensare ai lavoratori della Ztl, che come ben noto a servizio sospeso dal Comune a causa dell’emergenza Covid, sono stati comunque lasciati in servizio, impiegati in altre mansioni o usufruendo di ferie arretrate, per evitare il ricorso ad ammortizzatori sociali che comunque sarebbero gravosi per gli stessi dipendenti».

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