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Coronavirus, Sicilia al terzo posto in Italia per numero di casi. A rischio zona arancione

Secondo il fisico Roberto Battiston l’indice di contagio Rt ha superato 1, passando dallo 0,89 di Natale a 1,01.

I numeri dell’epidemia di Covid-19 tornano a salire dopo il fine settimana, quando rallenta il ritmo dei test: aumentano i tamponi e i casi rilevati e il numero dei decessi ha subito un’impennata, anche questa probabilmente dovuta a un rallentamento delle notifiche nel week end. Le stime elaborate dal fisico Roberto Battiston, dell’Università di Trento, indicano inoltre che l’indice di contagio Rt ha superato 1, passando dallo 0,89 di Natale a 1,01.

In Sicilia non si arresta la crescita dei contagi da Covid 19. Nelle ultime 24 ore sono 1.576 i nuovi positivi su 9.537 tamponi processati, con un tasso del 16,5%. La regione è al terzo posto in Italia per numero di casi dopo il Veneto (3.151) e il Lazio (1.719). Le vittime di oggi sono 36 che portano il totale a 2564 deceduti dall’inizio della pandemia. Il numero complessivo delle persone contagiate è di 37.426, con un aumento di 848 casi. Crescono anche i ricoveri di pazienti Covid: 1388, 21 in più rispetto a ieri, dei quali 190 in terapia intensiva. I guariti sono 692. La distribuzione per provincia vede ancora una volta in testa Catania con 396 positivi, seguita da Palermo con 383, Messina 222, Ragusa 47, Trapani 286, Siracusa 48, Caltanissetta 132, Agrigento 39, Enna 23.

La difficile situazione della regione sarà esaminata oggi nel corso di una riunione del Comitato tecnico scientifico regionale. L’incontro è stato convocato per discutere della riapertura delle scuole e valutare ogni iniziativa utile anche in vista della scadenza dei provvedimenti restrittivi contenuti nell’ordinanza del presidente della Regione Nello Musumeci in vigore fino al 7 gennaio prossimo. Alla riunione con gli esperti prenderanno parte anche gli assessori regionali Roberto Lagalla e Ruggero Razza, rispettivamente alla Istruzione e alla Salute.

Il problema, come detto, è che è stato superato a livello nazionale il valore di 1 per l’indice Rt, come emerge dai calcoli di Battiston, basati sui dati della Protezione Civile. "Più che il valore assoluto, è interessante la tendenza nel tempo dell’indice Rt e questa - osserva Battisotn - indica che, rispetto a Natale l’Rt è salito di un decimo di punto, passando da 0,89 a 1,01». Una crescita «che corrisponde agli effetti di quanto è avvenuto nella settimana precedente», osserva il fisico riferendosi alle aperture e allo shopping natalizio. «Oggi, invece, cominciamo a vedere i primi effetti del lockdown. Non sono effetti drastici, ma di contenimento, e se le restrizioni proseguiranno ancora per una settimana, l'effetto sarà più visibile».

Per Battiston è quindi «la conferma che l’andamento dell’indice Rt in Italia è legato all’andamento delle misure contenitive» e che, in vista dell’assegnazione delle zone, «è importante spostare verso il basso i limiti in Rt che le definiscono, adottando valori più bassi, come proposto in queste ore dal ministero della Sanità. Quando Rt è superiore a 1 la situazione inizia ad essere preoccupante ed occorre intervenire con misure restrittive». Fra le regioni è ancora il Veneto a registrare l’incremento maggiore, con 3.151 casi in più in 24 ore, seguito dalle sei regioni che hanno avuto un incremento maggiore a mille casi: Lazio (1.719), Sicilia (1.576), Emilia Romagna (1.506), Lombardia (1.338), Piemonte (1.109) e Puglia (1.109).

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