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Parentopoli dei vaccini in Sicilia, Razza: "Faremo luce su anomalie"

"Si deve fare sempre riferimento alle categorie indicate dalla circolare e non a familiari, parenti e amici" ha detto l'assessore regionale alla Salute

«La Sicilia è stata tra le regioni che hanno dimostrato maggiore efficienza nella somministrazione del vaccino. E’ pur vero che in alcune aree del territorio si sono verificate delle criticità. Non importa che a fronte di 105 mila soggetti vaccinati queste criticità possano aver riguardato un numero modesto di persone. Il tema riguarda il rispetto delle procedure da parte di tutti». Lo ha detto l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, intervenendo all’Ars.

«Perchè nessuno ha mai pensato che dovessero andare perse delle dose vaccinali - ha sottolineato - ma altra cosa è se dovesse emergere che qualcuno ha in maniera preordinata realizzato la cessione di queste dosi. E da queste punto di vista esistono due attività: quella amministrativa disposta dalle Asp, penso a Ragusa e Palermo che sono state le prime a muoversi. E poi ci sarà un ulteriore elemento che emergerà dall’attività giurisdizionale» per scoprire «se siano state scongelate più dosi rispetto a coloro che materialmente si presentano per ricevere la vaccinazione», perchè «si deve fare sempre riferimento alle categorie indicate dalla circolare e non a familiari, parenti e amici. Di questo ci occuperemo nelle prossime giornate avendo chiara la dimensione del fenomeno», ha detto ancora l'assessore.

Dall’Ars, intanto, arriva la richiesta al governo da parte di alcuni deputati di usare il pugno duro contro i «furbetti» del vaccino anti-Covid. Dopo la relazione dell’assessore alla Salute Ruggero Razza sulla situazione nell’isola, nell’aula, nel corso del dibattito, si è alzata forte l’indignazione dei parlamentari riguardo vaccinazioni fatte, in diverse zone dell’isola, a persone che non rientravano nelle categorie per la somministrazione delle dosi.

Per la deputata Stefania Campo (M5s) siamo di fronte a una vera e propria «vaccinopoli». «Dai primi casi a Scicli si è aperto il vaso di Pandora - ha urlato - Non una sola dose aggiuntiva venga pagata dai cittadini siciliani: chi farà una dose di vaccino in più perché vaccinato illegittimamente deve pagare la terza dose che riceverà quando arriverà il suo turno». Per il deputato M5s Giorgio Pasqua «un vaccino su quattro è andato a persone che non ne avevano il diritto: quelle dosi sono state sottratte a medici e infermieri che devono proteggerci dal virus».

Per Salvatore Siragusa (M5s) «la scelta sull'utilizzo delle dosi di vaccino in sovrannumero non può essere soggettiva, somministrare le dosi ad amici e parenti, sindaci e assessori, è scandaloso». «Su questo aspetto - ha avvertito - ci aspettiamo il pugno di ferro, arrivando anche a non somministrare la dose di richiamo a chi non aveva diritto di ricevere il vaccino». Ma Carmelo Pullara ha consigliato cautela: «Il pugno duro non deve mettere a rischio la salute». «Va bene rivalersi contro i furbetti ma nessuno venga messo a rischio», ha detto. Danilo Lo Giudice (Misto) ha parlato del «caso Messina». «I 3.129 tamponi fatti da novembre a dicembre sono stati caricati solo a gennaio - ha proseguito - all’Asp continua a esserci una guerra pazzesca, sono tutti generali».

Il deputato M5s, Francesco Cappello, ha puntato sugli operatori: «Abbiamo assunto 6.170 persone per la lotta al contagio ma nonostante questo siamo zona rossa, quindi il sistema che avete messo in piedi non funziona». E rivolgendosi a Razza: «Non riuscite a controllare i contagi e Musumeci continua a dare la colpa ai cittadini. C'è una porzione minore di irresponsabili, ma qui il problema è di sistema». Il dibattito all’Ars proseguito nel pomeriggio, si è concluso con le repliche dell’assessore Razza.

"Il piano nazionale delle vaccinazioni non può essere derogato. E se qualcuno lo fa commette un reato". ha ricordato l'assessore siciliano alla Salute, Ruggero Razza, nel corso della sua replica al dibattito sulla situazione sanitaria nell’Isola all’Ars.

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