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Etna: cos'è successo. Il vulcanologo: episodio parossistico non è stato eccezionale

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«Questo episodio parossistico non è stato eccezionale, ce ne sono stati centinaia negli ultimi decenni, fra cui i 66 parossismi dell’anno 2000 e una cinquantina negli anni 2011-2013. Non è nemmeno stato il più intenso. Questa volta le fontane di lava hanno magari raggiunto 500 metri di altezza sopra il Cratere di Sud-Est; il 3 dicembre 2015 i getti incandescenti della Voragine hanno raggiunto fino a tremila metri di altezza». Lo dice il vulcanologo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Catania, Boris Behncke, dopo la spettacolare eruzione di ieri dell’Etna, qui chiamato, in un misto di affetto e rispetto "a Muntagna".


Questo tipo di attività, tra parossismo e fontana di lava, prosegue, «non ha alcun rapporto con i terremoti. Siamo sì in zona sismica, con alto rischio sismico, a prescindere, ma questa attività di stasera non c'entra con i terremoti. Siamo in zona sismica e il rischio sismico è quello di sempre».

Il vulcanologo poi rassicura: «Non sono caduti frammenti di roccia incandescente su zone abitate... fisicamente impossibile». Infine, un occhio sereno al 'quasi insondabilè: «Sì, l’Etna farà, un giorno, una nuova eruzione laterale. Se avviene a quote alte in un settore remoto, non ci saranno problemi. Se avviene a quote basse in un settore densamente popolato, sarà un grosso problema. Ma non sarà niente di straordinario, perchè l’Etna queste cose le ha sempre fatte e le farà sempre».

Ieri, dopo la fine dell’episodio di fontana di lava, intorno alle 19, è gradualmente diminuita l’emissione lavica dal cratere di Sud-Est. Le colate laviche non sono apparse più alimentate, e nella loro porzione più avanzata procedevano lentamente. In particolare, il flusso lavico principale si è diretto verso la parte centrale della Valle del Bove, avendo percorso alcuni chilometri. Le altre piccole colate laviche, che si sono sviluppate verso nord e verso sud, sono avanzate lentamente e hanno raggiunto una quota di circa 2.900 metri. L’ampiezza media del tremore vulcanico ha continuato a mostrare una tendenza al decremento.

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