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FINANZA

"Furbetti" del reddito di cittadinanza, scoperti 145 mafiosi: nell'elenco il boss della Kalsa

Sono stati denunciati con l'accusa dichiarazioni mendaci
reddito di cittadinanza, Sicilia, Cronaca
12/04/2103 - Cosenza - Fisco, controlli fiscali su dichiarazione dei redditi da parte della Guardia di Finanza

Condannati per mafia e altri gravi reati percepivano il reddito di cittadinanza. Lo ha scoperto il comando provinciale della Guardia di Finanza di Palermo che ha individuato 145 persone con condanne per associazione mafiosa che percepivano il sussidio statale senza averne diritto. Per queste persone è scattata la denuncia per i reati di dichiarazioni mendaci volte all’ottenimento del reddito di cittadinanza e di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche ai danni dell’Inps.

L'indagine

Le somme percepite illecitamente a partire dal 2019 da famiglie che hanno tra i loro componenti persone con condanne che impediscono l’ottenimento del reddito di cittadinanza ammontano a circa un milione e duecentomila euro. L’indagine ha interessato circa 1.400 persone, tra cui sono stati selezionati coloro che a partire dall’anno 2009 hanno subito condanne definitive per mafia o crimini (omicidi, estorsioni, trasferimento fraudolento di beni, detenzione di armi, traffico di sostanze stupefacenti, illecita concorrenza con minaccia o violenza, scambio elettorale politico-mafioso) aggravati dal metodo mafioso. I denunciati hanno chiesto e ottenuto il beneficio non dichiarando le condanne ostative - spiegano le Fiamme Gialle di Palermo - presentando le domande di persona o attraverso i familiari.

Tutti i nomi degli indagati

Ecco l’elenco dei «furbetti» del reddito di cittadinanza con precedenti per mafia: Giuseppa Amato, Andrea Barone , Alessandro Brigati, Domenico Caviglia, Salvatore Corrao, Alessandro Cutrona, Salvatore D’Anna, Giuseppe Di Bella, Filippo Fiorellino, Bartolo Genova, Salvatore Gioeli, Salvatore La Puma, Antonino Lauricella Francesco Li Candri, Tommaso Militello, Filippo Pagano, Michele Patti, Calogero Pillitteri, Salvatore Prestigiacomo, Rosario Rizzuto, Giovanni Rusticano, Tommaso Sciacovelli, Rosario Sgarlata, Francesco Sorrentino, Vincenzo Vallelunga, Maria Vitale. Gli altri indagati sono parenti di pregiudicati con precedenti per reati di mafia.

Anche il boss della Kalsa

Nell’elenco dei 145 indagati per truffa per aver percepito il reddito di cittadinanza ci sono anche esponenti mafiosi di primo piano. Tra quanti hanno nascosto le condanne per percepire il sussidio dallo Stato figura anche Antonino Lauricella, boss della Kalsa detto «U Scintilluni», che ha ricevuto un sussidio di oltre 7 mila euro. L'elenco è davvero lungo, tra nomi noti e meno noti alle cronache. Come Maria Vitale, figlia del capomafia di Partinico, Leonardo. La donna era la «postina», condannata per mafia quando si è scoperto che portava gli ordini del padre fuori dal carcere. O come Bartolo Genova, che è stato reggente del mandamento di Resutanna, e ancora Alessandro Brigati, anche lui ritenuto vicino ai Vitale di Partinico, e Domenico Caviglia, esattore del pizzo agli ordini di Salvatore Lo Piccolo, capomafia di San Lorenzo.

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