Martedì, 18 Maggio 2021
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DECISIONE DEL GIP

Inchiesta Covid in Sicilia si ridimensiona, liberi i tre finiti ai domiciliari

L’inchiesta partita da Trapani e che, nei giorni scorsi, aveva portato all’azzeramento dei vertici della sanità siciliana. Il Gip: "Gli atti d’indagine svelano uno scenario desolante"
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Letizia Di Liberti - Dirigente del Dasoe

Il Gip del tribunale di Palermo Cristina Lo Bue ha revocato gli arresti domiciliari per i tre indagati, sancendo il notevole ridimensionamento dell’inchiesta partita da Trapani e che, nei giorni scorsi, aveva portato all’azzeramento dei vertici della sanità siciliana. L’assessore alla Salute, Ruggero Razza, sotto inchiesta per falso, si era anche dimesso, perchè travolto dalle polemiche sui dati falsati che avrebbero tenuto una Sicilia da zona rossa in zona arancione.
Era finita agli arresti in casa la dirigente del Dasoe, Letizia Di Liberti, responsabile della trasmissione di queste informazioni, relative ai contagi a Roma. Di Liberti ora torna in libertà, anche se rimane sospesa dal servizio, così come l’altro dipendente pubblico arrestato, Salvatore Cusimano (pure lui lascia i domiciliari), funzionario dell’assessorato regionale alla Salute. Libero anche Emilio Madonia, che lavora invece per una società che si occupa della gestione informatica dei dati. Il giudice ha accolto le tesi degli avvocati Paolo Starvaggi e Fabrizio Biondo.

Scrive il Gip

"A prescindere dalla reale finalizzazione delle continue falsificazioni sui dati rispetto al raggiungimento di specifici obiettivi di carattere politico ed economico, che merita senz'altro un doveroso approfondimento investigativo, gli atti d’indagine svelano uno scenario desolante in cui con assoluta superficialità e con una approssimazione, ben lontana dagli standard di professionalità richiesti per l’elaborazione di dati corretti e di qualità, venivano gestiti dati tanto significativi per il monitoraggio della pandemia".
Lo scrive il gip di Palermo chiamato a rinnovare la misura cautelare disposta, tra gli altri, per la dirigente regionale Maria Letizia Di Liberti, indagata per i falsi dati sulla pandemia comunicati dall’assessorato regionale alla Salute all’Istituto di Sanità.
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