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LA STRATEGIA

Dopo quasi 4 anni la Regione Siciliana si converte al termoutilizzatore

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Nei prossimi giorni sarà pubblicato l’avviso per raccogliere eventuali manifestazioni di interesse. Tempi di realizzazione previsti: tre anni
Sicilia, Cronaca
Il presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci

Una macchina burocratica che ostacola la realizzazione di impianti, le infiltrazioni della criminalità organizzata, un sistema di oligopolio che gestisce le discariche, l’inerzia dei governi precedenti. Prima di una caccia all’untore, il presidente della Regione Nello Musumeci chiarisce, a tre anni e mezzo dal suo insediamento, competenze e responsabilità nella gestione dei rifiuti. E assicura che l’obiettivo è liberarsi dalle discariche grazie all’aumento della raccolta differenziata e ad un termoutilizzatore.

La legge 9 del 2010 assegna i compiti alle Srr, lasciando alla Regione solo l’elaborazione del Piano regionale dei rifiuti (pubblicato in Gazzetta lo scorso 9 aprile), interventi finanziari e controllo, tutti aspetti che il Governo regionale ha già affrontato.

«Stiamo ponendo rimedio a 30 anni di guasti, connivenze e complicità. Ma serve liberarsi dalle discariche, non delle discariche», afferma Musumeci con accanto l’assessore all’Energia e ai Servizi di pubblica utilità, Daniela Baglieri.

Secondo i dati regionali nel 2018 la raccolta differenziata era al 22 per cento. «E abbiamo anche scoperto 511 discariche non utilizzate e avviato la caratterizzazione con l’Ingv per capire se sono inquinanti: stiamo avviando la procedura per la chiusura delle prime 250».

La soluzione è il termoutilizzatore: in Italia ne sono presenti 37. Nei prossimi giorni sarà pubblicato l’avviso per raccogliere eventuali manifestazioni di interesse. Tempi di realizzazione previsti: tre anni. Nel frattempo sono stati destinati 250 milioni di euro all’impiantistica pubblica. «Intanto conferiremo nelle discariche esistenti: il governo non autorizzerà ampliamenti sproporzionati di impianti privati. I rifiuti andranno all’estero ma la spesa non graverà sulle tasche dei contribuenti.

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Messina

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