Sabato, 25 Settembre 2021
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AI DOMICILIARI

Tentato omicidio di Licata, arrestato il consigliere comunale che ha sparato al socio

Gaetano Aronica, 48 anni, eletto da 'civico' con la lista 'Lega noi con Salvini', ha sparato quattro colpi di pistola contro un suo socio di 71 anni per un contenzioso nelle gestione di un’attività di onoranze funebri

E’ stato arrestato il consigliere comunale di Licata Gaetano Aronica, 48 anni, eletto da 'civico' con la lista 'Lega noi con Salvini', che ha sparato quattro colpi di pistola contro un suo socio di 71 anni per un contenzioso nelle gestione di un’attività di onoranze funebri, ferendolo con un proiettile al braccio sinistro.

Nei suoi confronti il gip di Agrigento, Stefano Zammuto, ha emesso un ordinanza per la custodia cautelare ai domiciliari con il braccialetto elettronico. L’uomo, che stato denunciato in stato di libertà, è accusato di tentato omicidio, porto e detenzione di arma clandestina e ricettazione. Si era presentato ai carabinieri dopo la sparatoria rendendo parziale confessione e facendo ritrovare la rivoltella.

Alla Procura di Agrigento aveva spiegato di avere agito perché era stato «poco prima provocato» dal suo socio che si «era vantato con lui di essere riuscito a sottrargli pure un magazzino». Ma, ha sottolineato, «non era sua intenzione ucciderlo», e la sua idea era, «piuttosto, quella di spaventarlo». Una ricostruzione che non ha convinto il Giudice delle indagini preliminari, per il quale, invece, l’indagato ha "posto in essere atti idonei e univocamente diretti a cagionare la morte» del suo socio. Il Gip ha infatti «ravvisato il concreto e attuale pericolo che Gaetano Aronica, ove non adeguatamente contenuto commetta altri reati della stesse specie per cui si procede».

Il  gip, "Pericolo di reiterazione"

Secondo il giudice il «pericolo è desumibile dalle circostanze e dalle modalità dei fatti addebitatigli, oltre che dall’urgenza e della cogenza psicologica che lo agita, essendo in preda a un’autentica ossessione verso i contraddittori, i suoi soci, fratello compreso». Quest’ultimo passaggio è riferito alla "elevata conflittualità" che ha preceduto la sparatoria tra Aronica, da una parte, e la vittima e un fratello del consigliere comunale, dall’altra. Contrasti, è ricostruito nell’ordinanza, legati a «dissidi legati a questioni societarie afferenti l’agenzia di onoranze funebri di comune appartenenza».

"Nell’opinione di Aronica - osserva il Gip - infatti vi sarebbe un disegno, ordito dai suoi soci, per estrometterlo dalla compagine sociale". L’ennesima lite è scoppiata mercoledì sera. La ricostruisce nel dettaglio l’ordinanza. Aronica si sarebbe presentato davanti la casa dell’ex socio, nella zona del Municipio, «armato con una pistola a tamburo calibro 22 con il numero di matricola abrasa, è sceso dal suo ciclomotore e dopo avere inseguito a piedi e di corsa l’auto condotta dal suo socio ha esploso quattro colpi, uno dei quali ha frantumato il vetro lato guida, e l’ultimo, sparato a brevissima distanza, come può evincersi dal filmato estrapolato dal sistema di videosorveglianza, ha colpito la vittima al braccio sinistro».

Al ferito i medici del «San Giacomo d’Altopasso» di Licata hanno diagnosticato una prognosi di 20 giorni, salvo complicazioni. Per il giudice l’ultimo colpo «avrebbe potuto attingere organi vitali», e per questo ha confermato il reato di tentativo di omicidio nella contestazione mossa all’indagato. Al quale viene riconosciuto di essere formalmente incensurato, di essersi costituito spontaneamente, di avere fatto trovare l’arma utilizzata e di avere fatto parziali ammissioni di colpa.

L’inchiesta della Procura di Agrigento continua

I carabinieri stanno cercando, infatti, di accertare se la pistola utilizzata per il danneggiamento della vetrata dell’onoranze funebri (avvenuto nella notte fra domenica e lunedì 19) possa o meno corrispondere con la rivoltella calibro 22 che gli è stata sequestrata. Gaetano Aronica è consigliere comunale in carica al Comune di Licata. E’ stato eletto nel 2018 candidato nella lista 'Lega noi con Salvini', ma non si è dichiarato leghista, né ha avuto incarichi nel partito di Salvini.

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