Sabato, 25 Settembre 2021
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L'INTERVISTA

Il presidente Musumeci: "Il Governo ha capito: il Ponte è essenziale"

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Il presidente della Regione ha toccato vari temi durante l’intervista andata in onda su Rtp nel talk “Scirocco estate”. Zona falcata, c’è il progetto di restauro della Real Cittadella. «Credo nel Centrodestra unito»

Zona falcata, autostrade, Ponte sullo Stretto, Pnrr, pandemia, gestione dei rifiuti e orizzonti politici in vista delle elezioni regionali del 2022. Sono i temi che Nello Musumeci ha affrontato, nel corso dell’intervista rilasciata durante la prima parte di “Scirocco estate”, il talk di Rtp che in questo mese di luglio è andato in scena nel meraviglioso scenario della Marina del Nettuno, proprio di fronte la Madonnina del porto e la Falce.
Ed è dalla Falce che Musumeci ha cominciato a rispondere alle domande di Emilio Pintaldi (presente anche il direttore editoriale della Ses-Gazzetta del Sud Giornale di Sicilia, Lino Morgante), sottolineando come in questi giorni Regione siciliana e Autorità di sistema portuale dello Stretto hanno fatto il punto sullo stato dell’arte e sugli interventi da attuare. «Nei primi giorni di settembre – annuncia il governatore siciliano – avremo i primi risultati del piano di caratterizzazione portato avanti dall’Autorità di sistema portuale, una fase indispensabile per capire l’entità dell’inquinamento lasciato da processi di industrializzazione di cui, purtroppo, abbiamo pagato e pagheremo ancora le conseguenze. In contemporanea, la Soprintendenza ai Beni culturali ha lavorato e ci ha già trasmesso il progetto preliminare per il restauro della Real Cittadella. Ora saremo noi a dare l’incarico per la progettazione esecutiva. Abbiamo stanziato 18 milioni di euro e altri 2 milioni per i progetti riguardanti sempre alcuni beni presenti nella Zona falcata, come il portale del Forte San Salvatore e l’accesso alla Lanterna di San Raineri.

Capitolo autostrade. «Una vergogna», ammette il presidente della Regione che, però, si riferisce soprattutto alla situazione che dice di aver ereditato dalle precedenti Giunte regionali: «Quando per 30 anni non fai manutenzione, strutture delicate come quelle autostradali vanno in malora, non c’è bisogno di scienziati per capirlo. Il Cas è stato fino a poco tempo una bottega di malaffare, come hanno confermato le inchieste della magistratura. Oggi il Cas sta cercando di diventare quello per cui è stato costituito, un Consorzio che gestisca in modo efficiente la rete autostradale. In 3 anni e mezzo abbiamo fatto quello che non era stato fatto nei decenni precedenti. Entro due o tre anni questo tratto di autostrada, che costituiva un problema gravissimo di sicurezza, potrà tornare alla normalità. Voglio ricordare la vergognosa frana di Letojanni, in pochi anni abbiamo avviato il cantiere e ora abbiamo tempi certi per restituire agli utenti la piena fruizione anche di quel tratto».
Critico è stato ed è ancora, il presidente della Regione, rispetto alle previsioni del Piano nazionale di ripresa e resilienza. «Ci aspettavamo e pretendiamo di più dal Pnrr – spiega –, la Sicilia paga la sua condizione di marginalità, purtroppo non saranno l’agricoltura di qualità e il turismo di massa a risollevarci. Noi dobbiamo ripartire ma verso dove? Quale idea, quale orizzonte? L’Isola deve superare la marginalità europea per essere quello che geograficamente è già: la piattaforma logistica del Mediterraneo. Per fare questo, non basta, però, essere centrali, perché il Buon Dio ci ha collocati qui, no, dobbiamo essere competitivi e per diventare una potenza economica, dobbiamo avere grandi infrastrutture, rispetto all’Eurasia e al continente africano. Per questo, a tutti i tavoli, in tutte le sedi, e recentemente durante il confronto avuto con il ministro Enrico Giovannini, ho posto con forza il problema del Ponte. Le lobby industriali del Nord non lo vogliono, sanno tutti che se le merci e le persone si muovono velocemente, l’area interessata suscita l’attenzione dei grandi investitori. Il Ponte è collegato indissolubilmente alla questione dell’Alta velocità e dei trasporti rapidi. Se il treno oggi si muove a 85 chilometri orari, e se non arriva a 150, non saremo mai competitivi. Ma per avere quella velocità i treni hanno bisogno di un sedime sicuro e l’attuale sedime non è sicuro perché era stato concepito per consentire il passaggio di treni lenti. Augusta deve diventare il grande porto Hub. Le navi che arrivano da Suez devono fermarsi qui, non più nel Baltico. Sono processi che dobbiamo governare, per questo la mia Giunta si è data un orizzonte di 5-10 anni, alcuni nodi storici non si possono sciogliere in tempi brevi».
Musumeci si dice d’accordo con lo scrittore Pino Aprile sul fatto che il Sud continui a essere «derubato», anche in occasione del Recovery Fund, ma il presidente avverte: «Stiamo attenti a non cadere nel meridionalismo piagnone. La Sicilia e il Sud hanno grandi responsabilità, il familismo, il clientelismo, l’omertà, l’eccessivo individualismo, sono tratti distintivi, non possiamo negarli. Ma dobbiamo contrastarli. E con le carte in regola andiamo a Roma e in tutte le altre sedi per rivendicare i nostri diritti».
Ancora un cenno al Ponte sullo Stretto: «Io credo che il Governo ha capito l’importanza di quest’opera e che se non si realizzasse, a rimetterci non sarebbe solo il popolo meridionale, ma l’intero Sistema Italia».
E poi risposte flash sugli altri temi sul tappeto. «I rifiuti? La Sicilia è in emergenza dal 1999. Noi abbiamo cercato, da un lato, di stroncare il sistema delle discariche, e per questo abbiamo pubblicato il bando per la realizzazione di due termoutilizzatori, e dall’altro abbiamo rimodulato il Piano generale, ricordando che poi la costruzione e la gestione degli impianti sono di competenza degli enti locali». La pandemia? «Ho commesso tanti errori, chi non li commette? Ma bisogna distinguere tra gli errori commessi in malafede e quelli dovuti anche a inesperienza. Non avevo mai frequentato corsi per imparare la gestione di una pandemia. La nostra regione, però, ha fatto grandi sforzi e per molti aspetti è stata anche antesignana rispetto ad altre parti del Paese. Oggi possiamo uscirne, mantenendo la linea del rigore e della prudenza, e soprattutto convincendo chi non si è ancora vaccinato, a farlo, per arrivare all’immunità di gregge nei prossimi mesi». E la politica? «Credo nel Centrodestra unito, governo con Forza Italia, FdI e Lega, ma resto nel mio movimento, “Diventerà bellissima”».

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