Giovedì, 28 Ottobre 2021
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IL PROVVEDIMENTO

In Sicilia la circolare "svuota ospedali" per dribblare la zona gialla. Razza: "Solo precauzione"

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Ecco l’ultima mossa “disperata” della Regione per alleviare i parametri (ormai superati) da zona gialla

«Corretto turnover dei soggetti ricoverati, per non sovraccaricare le strutture di degenza e garantendo nel contempo la massima sicurezza per i pazienti». E’ questa la direttiva inviata dall’assessorato alla Salute, due giorni prima di Ferragosto, a tutte le aziende ospedaliere siciliane.

Il contenuto della circolare

E si traduce così: bisogna dimettere tutti quelli che è possibile dimettere, anche se ancora positivi al Covid. Quella che pare l’ultima mossa “disperata” della Regione per alleviare i parametri (ormai superati) da zona gialla è contenuta in una circolare, inviata ai vari manager della sanità siciliani dal direttore generale del dipartimento Pianificazione strategica dell’assessorato alla Salute, Mario La Rocca. Quest’ultimo ricorda che l’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) ha diffuso «specifici criteri da applicare per la dimissione di pazienti ricoverati per Covid, anche in caso di persistenza della positività, ma in condizioni cliniche sufficientemente stabili per essere dimessi a domicilio». Criteri fatti propri dal Cts regionale e dall’assessorato retto da Ruggero Razza.

Chi viene dimesso

I pazienti positivi e ancora sintomatici possono essere dimessi in caso di: apiressia (assenza di febbre) da almeno 48 ore; saturazione superiore o uguale al 92% (90% per i cronici) da almeno 48 ore; non in ossigenoterapia ad alti flussi; emodinamicamente stabile; autosufficienza. Per il trattamento domiciliare dei pazienti, spiega La Rocca nella circolare, bastano e avanzano le Usca (Unità speciali di continuità assistenziale), a cui, dunque, spetta prendere in carico i pazienti dimessi in modo «protetto», con «stretta collaborazione con il medico di assistenza primaria». L’imperativo, dunque, è: svuotare gli ospedali laddove possibile. Se si aggiunge l’input ad aumentare il numero di posti letto Covid, l’obiettivo pare evidente: allontanare (o aggirare) lo “spettro giallo”.

La replica di Razza: "Più posti letto? Solo per precauzione"

In replica alle polemiche suscitate dal provvedimento si è espresso l'assessore regionale alla Salute della regione Siciliana Ruggero Razza: "Non dobbiamo tenere molto conto della classificazione, quello che deve preoccuparci è la diffusione del contagio in una fase nella quale c'è una grandissima mobilità, ma soprattutto un calo di attenzione che deve essere molto stigmatizzato" ha dichiarato ad una emittente siciliana Ruggero Razza. "Abbiamo un grande tema - ha aggiunto - che è quello di quanti non si sottopongono al vaccino e oggi oltre il 90% degli occupanti delle terapie intensive sono appunto non vaccinati. Dobbiamo abbandonare queste pulsioni ideologiche e ricordare a tutti i cittadini che la vaccinazione oggi è l’arma più importante a nostra disposizione".

"Per le attività produttive non ci sono grandi differenze tra zona bianca e gialla"

"Tra la zona bianca e quella gialla non ci sono grandi differenze dal punto di vista delle attività produttive. Come ha detto il presidente della Regione, non ci deve essere il timore della zona gialla - ha continuato Razza - Dobbiamo discutere con il ministero - ha aggiunto - lo stiamo facendo in queste ore e dobbiamo agire soprattutto nell’interesse dei cittadini. Quello che dobbiamo evitare è che possano intervenire delle altre restrizioni che siano ulteriormente penalizzanti per le attività economiche. Perchè la Sicilia non se lo può permettere". E sull'aumento posti letto in Sicilia... "Non era questo lo spirito, non deve mai essere questa la preoccupazione, se si aumentano i posti letto, ritornando ai livelli di marzo, lo si fa perchè si vede crescere il numero dei contagiati e quindi ci guida il principio di precauzione" ha concluso Razza - Se non avessimo aggiunto posti letto con questa crescita di ricoverati, saremmo probabilmente stati accusati del contrario...".

"I turisti? Non è colpa loro"

«Tutte le regioni italiane turistiche avevano chiesto di individuare un parametro diverso per la popolazione. In Sicilia noi avremmo nel mese di agosto oltre due milioni di turisti e questo vuol dire moltiplicare in maniera molto forte i contagi, soprattutto tra i più giovani che frequentano i locali e che trovano occasioni di incontro molto più ravvicinate e molto più frequenti» ha detto, infine, Razza. "Ma non vuol dire - ha concluso - che sia il turismo la causa della crescita dell’epidemia perché chi viene in Sicilia è ben accetto. La dimostrazione l’abbiamo data quando abbiamo previsto le aree tamponi nei Parchi Archeologici che, infatti, sono stati presi d’assalto da turisti da tutto il mondo».

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