Venerdì, 24 Settembre 2021
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Acireale: carabiniere ferito durante una comunione rischia la paralisi. Un arresto

Si trova ricoverato all’ospedale Cannizzaro di Catania, in prognosi riservata, un brigadiere dei carabinieri di 43 anni rimasto ferito al collo con un colpo di pistola durante una lite sul sagrato di una chiesa a Santa Maria degli Ammalati, frazione di Acireale, nel Catanese. Il militare, libero dal servizio, è intervenuto per sedare la lite tra due delle famiglie presenti per la cerimonia della prima comunione, quando è stato raggiunto da un proiettile esploso da uno dei contendenti. L’uomo che ha fatto fuoco, un 69enne, è stato arrestato. Dovrà rispondere di tentato omicidio e porto illegale d’arma da fuoco.

Il carabiniere  si trova ricoverato nell’Unità Operativa Complessa di Neurochirurgia dell’Azienda Ospedaliera per l’emergenza Cannizzaro di Catania, dove è stato trasferito dal 118 dopo la stabilizzazione all’ospedale di Acireale. L’uomo è stato sottoposto a visite ed esami e quindi a un delicato intervento neurochirurgico per la lesione vertebro-midollare da scoppio, eseguito con successo. Il paziente, in trattamento farmacologico, non è in pericolo di vita. Le sue condizioni sono stazionarie, la prognosi resta riservata con riferimento agli eventuali esiti della lesione.

«Non è in pericolo di vita» Sebastiano Grasso, il brigadiere 43enne dei carabinieri ferito al collo ieri sera mentre libero dal servizio tentava di sedare una lite in chiesa per questioni di posto. Lo scrivono in una nota i medici del Cannizzaro, l’ospedale nel quale è stato ricoverato. I sanitari però temono «eventuali esiti delle lesioni». Il rischio peggiore è quella di una paresi per i danni alla colonna cervicale. Sul fatto oggi è intervenuto il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro che ha detto: «Ha agito con grande senso del dovere, con l’abnegazione dei carabinieri; era fuori servizio, ma, con senso delle istituzioni, non ha avuto esitazioni a intervenire in aiuto dei suoi colleghi, nonostante fosse fuori dal servizio». Il capo della Procura ritiene necessario «fare ricorso alle migliori forze mediche, ai più bravi specialisti del settore, per curare e aiutare il brigadiere».

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