Lunedì, 18 Ottobre 2021
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IN PROCURA

Violenza sessuale di gruppo su una 18enne, chiesto il rinvio a giudizio per 4 giovani a Marsala

Ha raccontato di essere stata abusata all’interno di una villetta della frazione balneare di Tre Fontane, dove era stata invitata con la scusa di una festa con ragazzi e ragazze, ma quando è arrivata ha trovato soltanto maschi.
Sicilia, Cronaca

Il rinvio a giudizio è stato chiesto dalla Procura di Marsala per i quattro giovani arrestati a fine aprile dai carabinieri di Campobello di Mazara (Tp) con l'accusa di violenza sessuale di gruppo. A denunciarli è stata una ragazza di 18 anni, che ha raccontato di essere stata abusata all’interno di una villetta della frazione balneare di Tre Fontane, dove era stata invitata con la scusa di una festa con ragazzi e ragazze, ma quando è arrivata ha trovato soltanto maschi.

E dopo un rapporto sessuale consensuale con uno di loro, quest’ultimo ha invitato gli altri a fare sesso con lei. Contro la sua volontà. Ad abusare della giovane sarebbe stato uno dei ragazzi presenti al festino, mentre gli altri avrebbero assistito.

Lo scorso 2 luglio, la ragazza è stata ascoltata in "incidente probatorio» davanti al gip di Marsala Riccardo Alcamo e ha confermato le accuse, anche se i legali dei quattro accusati hanno evidenziato «contraddizioni» e «punti ancora oscuri» nel suo racconto.

I quattro arrestati sono i cugini Eros e Francesco Biondo, 23 e 24 anni, di Marsala, attualmente ancora rinchiusi in carcere a Trapani, e Giuseppe Titone e Dario Caltagirone, 20 e 21 anni, di Campobello di Mazara, posti ai domiciliari. Un minorenne, invece, è indagato a piede libero. Pm titolare del procedimento è Marina Filingeri. La prima udienza preliminare davanti al gup di Marsala per decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio è stata fissata per il prossimo 4 novembre.

I quattro giovani indagati sono accusati «in quanto, a titolo di concorso morale e materiale tra loro, costringevano e inducevano la vittima a subire atti sessuali sia mediante violenza fisica sia abusando delle condizioni di inferiorità fisica e psichica della persona offesa».

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