Sabato, 27 Novembre 2021
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ARRESTO CARDIACO

Palermo, muore medico no vax. La moglie: "Lasciava i pazienti liberi di scegliere"

Le condizioni del 73enne Domenico Giannola si erano aggravate

Aveva contratto il Covid e si curava con farmaci omeopatici e integratori, ma ieri in seguito all’aggravarsi delle sue condizioni è stato trasportato dal 118 all’ospedale 'Cervello' di Palermo, ma dopo circa un’ora è morto per un arresto cardiaco. Come scrive 'La Repubblica-Palermo', si tratta di un medico no vax, Domenico Giannola, 73 anni, di Cinisi, che esercitava a Sciacca (Agrigento) prima di chiudere lo studio medico dov'era specializzato in dietologia. Il medico - scrive il quotidiano - professava la medicina alternativa ed era conosciuto nella cittadina a 30 km da Palermo per le sue teorie sulla «medicina antroposofica e omeopatica». Cardiopatico, era in isolamento domiciliare da diversi giorni e seppur cosciente, è arrivato in condizioni gravissime al pronto soccorso dell’ospedale 'Cervello'. Lì ha riferito di essere volontariamente non vaccinato, la stessa cosa che diceva agli amici.

 

La moglie puntualizza

«Forse non ci sentivamo ancora pronti, da parte mia forse anche un pò di paura, credo che ci sia un tempo di maturazione anche delle scelte, ma né io né mio marito abbiamo mai sottovalutato il Covid e mio marito ai pazienti che gli chiedevano consigli sul vaccino rispondeva 'documentatevi e scegliete liberamente, siete liberi». Lo dice Rita La Mattina, 60 anni, impiegata regionale, moglie di Domenico Giannola, il medico di Cinisi (Pa) non vaccinato morto ieri a causa del virus. «Sul conto di mio marito sto leggendo e sono state scritte tante stupidaggini - aggiunge - Mio marito era uno dei cinque specialisti in Sicilia di «medicina antroposofica», di grande cultura e di grande cuore che amava la sua professione e i suoi pazienti ai quali non si è mai negato, accogliendo e trattando anche chi non aveva disponibilità economica». La Mattina è risultata anche lei positiva al Covid, infatti, è in casa a Cinisi ed è seguita dai medici dell’Usca.
Al telefono, molto provata, spiega come è andata, precisando anche che l’uomo aveva avuto circa 7 anni fa un leggerissimo infarto: «Hanno detto che mio marito si curava con l’omeopatia e integratori: non è vero, perché seguendo i consigli del medico di famiglia ha fatto eparina e terapia antibiotica con cortisone, dopo le prime avvisaglie e la positività, gli amici portavano a casa le medicine. Purtroppo, non ce l’ha fatta. Resto, però, dell’idea che ciascuno è ancora libero in questo Paese di esprimere le proprie opinioni. Chi non è vaccinato lo mettiamo al rogo?».

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