Mercoledì, 28 Settembre 2022
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INDAGINI IN CORSO

Covid, finse di vaccinare due no vax: un'altra infermiera arrestata a Palermo

La donna, inoltre, avrebbe finto di aver ricevuto la dose booster del vaccino grazie alla complicità della collega fermata a dicembre, Anna Maria Lo Brano
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Un fermo immagine mostra un momento dell'operazione che ha portato all'arresto di una infermiera dell'hub vaccinale Fiera del Mediterraneo

La donna, che è stata posta ai domiciliari con l'accusa di falso e peculato, si chiama Giorgia Camarda, ha 58 anni e lavora come infermiera anche nel Reparto malattie infettive dell’ospedale Civico di Palermo. Secondo gli investigatori, oltre a fingere di vaccinare la coppia no vax, avrebbe finto di aver ricevuto la dose booster del vaccino grazie alla complicità della collega fermata a dicembre, Anna Maria Lo Brano.

La Lo Brano, in cambio di denaro, secondo gli investigatori, avrebbe finto di vaccinare 11 persone tra le quali un noto leader del movimento no vax che ora si trova in carcere. Secondo le indagini, il sistema usato dalla Camarda era lo stesso della collega: versare la dose vaccinale in un quadrato di garza e fare la finta iniezione. La Digos continua a indagare per accertare se ci siano stati altri episodi analoghi.

Avviata la sospensione dall' ordine

«L'arresto di un’altra infermiera coinvolta nell’inchiesta sulle finte vaccinazioni all’Hub della Fiera di Palermo è un ennesimo fatto gravissimo e sconcertante, che noi stigmatizziamo e condanniamo e verso il quale saremo inflessibili». Così il presidente dell’Ordine degli Infermieri di Palermo, Nino Amato. «Abbiamo già sospeso la prima infermiera arrestata e gli altri due sotto inchiesta per i maltrattamenti nella casa di cura di Castelbuono e anche per quest’ultima sarà avviato l’iter propedeutico alla sospensione, aggiunge». Amato annuncia che l'Ordine degli Infermieri si costituirà parte civile in questi procedimenti. «Abbiamo agito e agiremo - dichiara - sempre col massimo rigore e con ogni strumento possibile contro chi si macchia di reati simili e verso chiunque leda l’immagine di professionisti seri e competenti».

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