Domenica, 03 Luglio 2022
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L'ANNUNCIO

Due termovalorizzatori in Sicilia, è arrivata la decisione. Ecco dove sorgeranno

Sicilia, Cronaca

«Il nucleo di valutazione proprio ieri ha completato il suo lavoro e ha verbalizzato l’idoneità di due progetti per termovalorizzatori, uno per la Sicilia occidentale (647 milioni) e uno per la Sicilia orientale (poco meno di 400 milioni). Adesso predisponiamo il bando perché seguiamo la procedura del project financing, chiediamo il coinvolgimento del privato. Stiamo lavorando perchè siamo convinti sia questa la soluzione insieme alla raccolta differenziata. Così ci liberiamo della schiavitù delle discariche dei rifiuti». Lo ha detto il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci in un video su Facebook. «A Roma il sindaco del Pd ha deciso di risolvere il problema dei rifiuti annunciando la realizzazione di un termovalorizzatore. Noi in Sicilia abbiamo proposto una soluzione simile diverso tempo fa, ma qui la sinistra ha parlato di mostruosità, ponendo mille obiezioni. Complimenti al sindaco post comunista di Roma per avere condiviso la nostra soluzione e la nostra impostazione» ha detto Musumeci.

Il primo prevede la realizzazione di un termovalorizzatore a Gela: costerà 647 milioni. Il secondo punta su un impianto a Pantano D'Arci del valore di 400 milioni circa. Ognuno dei due impianti avrà la capacità di smaltire fra le 300 mila e le 450 mila tonnellate di rifiuti indifferenziati. Dunque non ci sarà un impianto a Palermo, come ipotizzato un anno fa al momento dell'indizione dei bandi. E in generale la Sicilia Occidentale dovrà fare base sulla struttura che nascerà a Gela.

Dure critiche

"Gela e i gelesi non sono la pattumiera di Musumeci e della sua sgangherata maggioranza. Annunciare a pochi mesi dall’elezione la costruzione di un inceneritore nella città del Golfo è penoso? In una città dove mancano, strade, ospedali, acqua e agricoltura, Musumeci pensa all’affaire rifiuti. Noi lo impediremo strenuamente. "Inceneritori? Mai, men che meno a Gela". Lo dicono i deputati regionali del Movimento 5 Stelle Nuccio Di Paola e Ketty Damante a proposito della gara per i termovalorizzatori in Sicilia. "Il nostro gruppo parlamentare - spiegano ancora Di Paola e Damante - ha già presentato una mozione a firma Giampiero Trizzino, che prevede la 'Sospensione delle iniziative tendenti alla realizzazione di inceneritori dei rifiutì, ma per Musumeci l’unica città sacrificabile è sempre Gela e i gelesi sempre cittadini senza dignità. Studi, anni di programmazione, piani di risanamento, istituzioni di aree protette, aree SIN e vincoli ambientali vari, e poi arriva Musumeci e ci fa questo bel regalo. A Militello i cavalli e a Gela la munnizza... Vediamo se i gelesi hanno compreso il danno che hanno fatto a loro stessi votando il centrodestra nelle scorse elezioni regionali".

«Al vetero fascista Musumeci, riguardo ai termovalorizzatori in Sicilia, dico che il sindaco di Roma Gualtieri definito post comunista, ha utilizzato, a differenza sua, uno strumento democratico a lui sconosciuto: la concertazione. Il Pd non ha nessun pregiudizio sui termovalorizzatori. Ma più volte abbiamo illustrato gli errori di fondo di una scelta che arriva, ormai fuori tempo massimo e senza alcun confronto. Mentre il governo del nulla si è arrovellato per tutta la legislatura su un piano rifiuti vuoto e inutile». Lo dice il segretario regionale del PD Sicilia, Anthony Barbagallo, dopo che il governatore siciliano ha deciso di realizzare due termovalorizzatori in Sicilia, uno nel Catanese e il secondo nell’area industriale di Gela. "Al Governo, anche con una interrogazione a mia firma e senza alcuna risposta - spiega Barbagallo -, abbiamo fatto presente che vi sono elementi di incompatibilità ambientale per il sito di Pantano d’Arci, nel Catanese, in cui si intende realizzare un impianto di compostaggio. Desta inoltre perplessità anche l’area di Gela. A proposito di concertazione e di improponibili paragoni con Gualtieri, avanzate da Musumeci: il confronto su un tema delicato come questo avrebbe dovuto suggerire a Musumeci cautela e dialogo». "E non - conclude - l’ennesimo annuncio a pochi mesi dalle elezioni regionali».

 

 

 

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