Mercoledì, 25 Maggio 2022
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RICICLAGGIO

Mafia: l'oro di Cosa nostra, nuovo sequestro da 15 milioni a Palermo

mafia, Sicilia, Cronaca

Sequestro d’urgenza di oltre 15 milioni di euro e di due imprese 'compro-oro' a Palermo. In azione il Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di finanza, nell’ambito dell’inchiesta sul maxi riciclaggio di metalli preziosi di provenienza illegale nel mandamento mafioso di Porta Nuova. Il sequestro preventivo, disposto dalla Direzione distrettuale, antimafia riguarda 17 persone gravemente indiziate del reato di riciclaggio aggravato. Oggetto del provvedimento sono due 'compro oro', 10 rapporti finanziari, nonché denaro, beni mobili iscritti in pubblici registri, immobili, beni mobili e aziende, per oltre 15 milioni di euro.

L’attività investigativa, condotta attraverso l’approfondimento di segnalazioni di operazioni sospette e mediante approfondite indagini finanziarie - prosecuzione della recente inchiesta sulle infiltrazioni di Cosa nostra nel settore del commercio dell’oro - avrebbe fatto emergere un ulteriore meccanismo di riciclaggio, adottato nel corso dell’ultimo anno, ancora più insidioso di quello precedentemente utilizzato, realizzato attraverso due nuovi 'compro oro' utilizzati per schermare, in operazioni di compravendita dell’oro, la società al centro dell’inchiesta, che avrebbe però continuato ad agire da collettore di grandi quantità di oro illegale.

Le indagini hanno fatto emergere anche il coinvolgimento di almeno 11 persone che avrebbero svolto l’attività di 'prelevatori'. Si sarebbero messi a disposizione del titolare di una delle due imprese sottoposte a sequestro aprendo rapporti di conto poi utilizzati per ricevere il denaro provento delle presunte illecite operazioni di cessione di oro. Gli originari flussi finanziari sarebbero stati così ripartiti in molteplici direzioni, anche attraverso successivi trasferimenti intercorsi tra le stesse 11 persone, le quali si sarebbero poi recate presso gli uffici postali per effettuare i prelievi del denaro ricevuto per farlo pervenire ai titolari della società al centro dell’inchiesta.
Nel corso degli ultimi 12 mesi, sarebbero state fatturate, complessivamente, cessioni di oro di illecita provenienza per oltre 15 milioni di euro.

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