Mercoledì, 25 Maggio 2022
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GUARDIA DI FINANZA

Truffe ed estorsioni ad anziani: 1,7 mln confiscati in Sicilia. L'ultimo episodio a Messina

Confiscati beni per oltre un milione e settecentomila euro nei confronti di due appartenenti a un gruppo nomade presente in Sicilia, accusati di estorsioni e truffe nei confronti di anziani.

Confiscati beni per oltre un milione e settecentomila euro nei confronti di due appartenenti a un gruppo nomade presente in Sicilia, accusati di estorsioni e truffe nei confronti di anziani. I finanzieri del Comando provinciale di Messina hanno eseguito il provvedimento emesso dalla Corte d’appello e che riguarda un uomo di 41 anni originario di Palermo e una donna di 29 anni di origini siracusane, appartenenti ai "caminanti" ("caminanti" in Sicilia), la cui comunità più numerosa risulta radicata a Noto, da cui partivano diretti in tutta Italia, per poi scegliere, con cura, le loro vittime, l’ultima delle quali a Messina.

Anziani... accusati di aver provocato un incidente stradale

Gli anziani venivano accusati di aver provocato un incidente stradale che avrebbe provocato anche la rottura del vetro di un orologio di pregio. Da qui partiva il copione collaudato: la minaccia di chiamare i vigili urbani per denunciare una presunta omissione di soccorso, con conseguente ipotizzato ritiro della patente della vittima del raggiro, e la prospettata soluzione bonaria di consegnare, nell’immediatezza, una somma di denaro in contanti, corrispondente al prezzo del presunto orologio danneggiato.

Finte telefonate a compagnie assicuratrici

Ma anche finte telefonate a compagnie assicuratrici, cui rispondevano ovviamente complici della coppia i quali, fingendosi agenti d’assicurazione, suggerivano all’anziano di assecondare la richiesta, pena il dover corrispondere cifre ancora più esorbitanti per il valore, fintamente assicurato, dell’orologio di pregio danneggiato. I due sono risultati titolari di numerosi terreni e fabbricati ubicati nei comuni di Melilli e Noto, nonchè di diverse auto e di ingenti risorse finanziarie sui conti correnti postali loro intestati. Disponibilità totalmente incoerenti con i redditi dichiarati al fisco e spiegabili con le truffe ed estorsioni compiute. L’iter giudiziario ha portato prima al sequestro beni, poi alla confisca.

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