Domenica, 29 Gennaio 2023
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NEL POMERIGGIO

Omicidio a Paternò, bracciante romena trovata morta. Uccisa a fucilate

Omicidio in contrada Rotondella, nelle campagne tra Paternò e Belpasso. La vittima è una donna di 40 anni di nazionalità rumena la quale sarebbe stata uccisa da un colpo da arma da fuoco, probabilmente un fucile. La donna che lavorava come bracciante, da quanto si apprende,  in una azienda agricola  è stata trovata in un pozza di sangue dentro un immobile da parte di  alcuni operai che hanno immediatamente allertato i soccorsi; sul posto carabinieri della compagnia di Paternò che hanno avvito le indagine. Massimo  riserbo da parte degli  investigatori sulla vicenda, che appare per il momento di difficile soluzione.
La donna non rispondeva al cellulare e alcuni suoi colleghi sono andati nella sua abitazione, che è dentro il comprensorio dell’azienda agricola, ma in luogo isolato, trovando il cadavere. Della donna non sono state ancora rese note le generalità, ma si è appreso che era separata e che aveva una figlia che vive in Romania. Militari dell’Arma stanno sentendo i colleghi di lavoro e i proprietari dell’azienda per ricostruire le frequentazioni della vittima. Stanno indagando sulla sua sfera personale anche se, al momento, sottolineano gli investigatori, non c'è una pista privilegiata nel delitto. La Procura di Catania ha aperto un’inchiesta per omicidio.

Indagano per esclusione i carabinieri della compagnia di Paternò per fare luce sull'omicidio della donna uccisa a fucilate e trovata in una pozza di sangue ieri pomeriggio da alcuni colleghi della romena che lavorava come operaia in un’azienda agricola di quella zona.

Al momento si esclude il delitto maturato nell’ambito familiare: la vittima era separata, ma l’ex marito, suo connazionale, non vive più in Sicilia. Da anni si è trasferito in Romania assieme alla figlia avuta con la vittima. Altro dato certo è che l’omicidio non è avvenuto durante una rapina: nel casolare in cui la donna viveva da sola tutto era a posto, non sono state trovare tracce che possano indurre gli investigatori ad ipotizzare il delitto culminato durante un atto predatorio.

Anzi l’arma utilizzata per uccidere un fucile da caccia caricato a pallini lascia ipotizzare si un delitto premeditato, ma compiuto da qualcuno che non ha certo dimestichezza con fatti di sangue.

I carabinieri della compagnia di Paternò, assieme a quelli del comando provinciale, stanno cercando indizi che possano portare alla soluzione del caso che inizialmente è stato inquadrato come un femminicidio anche se al momento gli investigatori coordinati dal sostituto procuratore Magda Guarnaccia parlano di omicidio senza un preciso movente. Le prossime 24-36 ore saranno determinanti per capire qualcosa in più.

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