Sabato, 28 Gennaio 2023
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Sicilia, monito dei lavoratori aderenti al Cimest: "Siamo stanchi di essere vessati"

Sicilia, Cronaca

Le associazioni di categoria aderenti al CIMEST (Coordinamento Intersindacale della Medicina Specialistica Territoriale) COMUNICANO che dal 18 Gennaio l’erogazione delle prestazioni specialistiche ambulatoriali in regime convenzionale verrà interrotto fino a risoluzione dei danni e dei guasti subiti dalla categoria e in atto non più sopportabili.

In premessa giova ricordare ai cittadini ed ai rappresentanti delle istituzioni che la Medicina del Territorio  oltre che dai medici di Medicina generale, dai Pediatri di libera scelta è composta anche da tutti i Presidi Ambulatoriali  pubblici e privati accreditati con il SSR e cheTutti insieme (ognuno con le prestazioni di sua competenza) contribuiscono ad erogare le prestazioni specialistiche contenute nel Nomenclatore  Nazionale che servono ad assicurare i LEA ( livelli essenziali di assistenza).

I presidi ambulatoriali di (Cardiologia , pneumologia ,  neurologia , psichiatria , otorino-, chirurgia generale , gastroenterologia,   odontoiatria , ginecologia , oculistica , ortopedia , medicina fisica e riabilitazione , medicina dello sport, reumatologia ,  Patologia clinica e laboratori d’analisi, radiologia e radiodiagnostica e radioterapia , medicina nucleare, centri di dialisi  etc…) sono diffusi capillarmente sul territorio ed in prossimità al Paziente ed al suo medico curante e svolgono un ruolo determinante ed insostituibile per la sanità territoriale.

Essi erogano  oltre le visite specialistiche anche tante altre prestazioni come ad es. (esami di analisi cliniche, esami di sangue, es urine , dosaggi ormonali, esami radiologici, RX, RMN, TAC, scintigrafie, ecografie, percorsi riabilitativi ,  infiltrazioni osteoarticolari , interventi chirurgici di cataratta etc…) che dovrebbero essere  erogate gratis ai cittadini per assicurare i LEA (livelli essenziali di assistenza)  abbiamo scritto al condizionale perché  in effetti nella realtà  spesso non lo sono, in quanto le risorse che il Ministero della Salute ogni anno assegna alla Regione Sicilia  (circa un miliardo e duecento milioni di euro) purtroppo non vengono  distribuite in modo appropriato, infatti si distribuisce , il 25% delle risorse a chi eroga il 75% delle prestazioni ambulatoriali e  il restante 75% a chi ne eroga il 25%..

Altro importante punto dolente è il CUP(centro unificato di prenotazione),che dovrebbe comprendere tutte le prestazioni specialistiche   ambulatoriali e che invece risulta essere centro unificato di prenotazione di sole visite specialistiche, il resto non esiste.

La Presidenza della Regione e l’Assessorato della Salute dichiarano di adoperarsi per l’abbattimento delle liste d’attesa, ma nella realtà ad oggi non sono stati rimossi i meccanismi ostativi o meglio non sono stati attivati i percorsi attuativi per un reale soddisfacimento delle esigenze dei Cittadini.

A quanto detto si aggiunge il devastante ritardo della firma dei contratti di budget annuali del 2020-2021-2022 a tutt’oggi ancora non firmati, dovuto alla ritardata e scellerata scelta di  emanare non uno ma numerosi decreti (circa 10) da parte dell’ex assessore Razza, avvenuta soltanto negli ultimi mesi  prima delle elezioni (giugno-settembre) con un ritardo di tre anni e senza i criteri statuiti dai Giudici Amministrativi in molte sentenze  e da Noi espressamente richiesti.

I criteri richiesti e che ribadiamo sono quelli di una giusta programmazione basata sul reale fabbisogno delle prestazioni di cui i cittadini hanno necessità, dopo avere individuato i bacini d’utenza con le relative zone carenti, accertando i relativi requisiti della potenzialità erogativa delle singole strutture ambulatoriali  e assegnando le risorse adeguate  per garantire i livelli essenziali di assistenza.

L’assessore Razza  invece  di ottemperare  a quanto suggerito dal Garante sulla concorrenza e a quanto stabilito dai Giudici Amministrativi in sentenza ha inventato un algoritmo che consiste semplicemente  nel  togliere a chi ha più budget e darlo a strutture che ne hanno meno.

Tutto questa a fine 2022 quando ormai tutte le strutture hanno già erogato tutto il budget che  gli era stato assegnato in via provvisoria  tramite circolare assessoriale  la quale stabiliva che: le strutture ambulatoriali in attesa  dei decreti  emanandi, dovevano erogare le prestazioni  facendo riferimento al budget a suo tempo assegnato nel 2019  garantendo mensilmente il dodicesimo  del budget . A fine esercizio 2022  L’emerito assessore Razza  tramite decreto ha stabilito che : alle strutture grandi doveva essere decurtato il budget  di almeno il 15%   e questa percentuale doveva essere ridistribuita senza nessun criterio  se non quello puramente matematico alle cosiddette piccole strutture, quindi senza aver preventivamente esaminato dove erano ubicate le piccole strutture  e dove erano ubicate le grandi strutture, che bacino d’utenza servivano , se avevano la congruità erogativa per erogare le  prestazioni  a loro richieste, negando di fatto la libera scelta del cittadino e soprattutto negando l’erogazione dei LEA ai cittadini  più  fragili che  costretti a pagare le prestazioni e non potendo permetterselo  di fatto non si cureranno.

L’assessore Razza ha penalizzato Le strutture di Qualità che ad oggi hanno sempre erogato  tutte le prestazioni del Nomenclatore dei  lea ,spesso  erogando  milioni di prestazioni  fuori budget  mai pagate dalla regione,  le cosiddette prestazioni in extrabudget che altro non sono che livelli essenziali di assistenza , non garantite dalla Regione ma dalle strutture , che di fatto hanno curato i cittadini anche gratuitamente .

Inoltre le vessazioni continuano con la mancata ottemperanza alla L.R. 9 del 2020 (sulla cosiddetta indennità di funzione) tutt’ora vigente, con la richiesta di restituzione delle somme da parte delle ASP .

Infine se tutto ciò non bastasse  l’inserimento nei nuovi contratti da stipulare all’articolo 10 della cosiddetta “clausola di salvaguardia” cioè la rinuncia obbligatoria al contenzioso passato, presente e futuro.

La mancata stipula del contratto da parte delle strutture prevede la revoca dell’accreditamento.

Ma l’ex Assessore Razza non soddisfatto è andato oltre infatti con i decreti sul mantenimento dei requisiti previsti dall’accreditamento istituzionale ha inserito una disparità di trattamento tra le strutture pubbliche e quelle private che prevede:

“se dai  controlli eseguiti sui criteri di accreditamento dovessero essere evidenziate inadempienze  o vizi procedurali ,ad una struttura privata accreditata e contrattualizzata verrà  immediatamente sospeso l’accreditamento , fino a quando non verranno adempiute le prescrizioni verbalizzate durante il controllo effettuato”;

“se lo stesso controllo  e  le stesse  prescrizioni vengono fatte ad una struttura accreditata pubblica  invece  vengono dati 12 mesi di tempo per potere adempiere alle prescrizioni verbalizzate durante il controllo e non si  prevede nessuna revoca dell’accreditamento”.

Sicuramente l’avv. Razza in tutto ciò è stato portato all’errore dai suoi collaboratori che  forse non sono a conoscenza che l’accreditamento è istituzionale prevede gli stessi diritti e doveri tra le strutture accreditate pubbliche e private, probabilmente l’avvocato Razza aveva un solo obbiettivo arrecare danno alle strutture private  accreditate  e vessarle con i 10 decreti emanati appena un mese prima  dalle elezioni Regionali, ma non ha tenuto conto  della cosa più importante ,che con il suo operato oltre che danneggiare gli operatori del settore della. specialistica ambulatoriale territoriale accreditata, ha soprattutto danneggiato i cittadini più deboli e fragili privandoli dell’assistenza sanitaria .

 

GLI OPERATORI SANITARI DEL SETTORE DELLA SPECIALISTICA AMBULATORIALE TERRRITORIALE SONO STANCHI DI ESSERE VESSATI E DANNEGGIATI INSIEME AI CITTADINI PAZIENTI  CHE SI VEDONO PRIVATI DELL’ASSISTENZA SANITARIA. DICONO BASTA  AD UNA POLITICA SORDA CHE AD OGGI NON DIMOSTRA NESSUNA DISCONTINUITA’ CON IL RECENTE PASSATO E CON IL PRECEDENTE GOVERNO.

PREANNUNCIANO UNO SCIOPERO CON INTERRUZIONE DELL’EROGAZIONE DELLE PRESTAZIONI IN CONVENZIONE  UNA GRANDE MANIFESTAZIONE  INSIEME AI CITTADINI/PAZIENTI CHE SI SVOLGERA’ DAVANTI ALL’ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA, PRESIDENZA DELLA REGIONE, ASSESSORATO ALLA SANITA’ e TAR.

RIVOLGIAMO UN ACCORATO APPELLO  SIA AL PRESIDENTE SCHIFANI CHE ALL’ASSESSORE VOLO  DI ESSERE RICEVUTI  CON URGENZA AL FINE DI TROVARE UNA GIUSTA SOLUZIONE ALLE PROBLEMMATICHE SU ESPOSTE ED EVITARE L’INTERRUZIONE DELLE PRESTAZIONI SANITARIE IN CONVENZIONE CIMEST

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