Sabato, 28 Gennaio 2023
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LA RIFLESSIONE

Autostrade Sicilia, Restuccia: “Orgoglioso dei risultati raggiunti”

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Il presidente del Cas, una delle “vittime” dello spoil system di Schifani, traccia un bilancio dei suoi 3 anni e mezzo di gestione. «È stata invertita la rotta, abbiamo fatto quanto non era stato fatto nei tre decenni precedenti»
Sicilia, Cronaca
Franco Restuccia

«Lascio con orgoglio e con rammarico. L’orgoglio di aver conseguito in questi tre anni e mezzo risultati importanti, il rammarico di non poter completare il mandato quinquennale, portando a termine tutte le opere che abbiamo programmato e avviato. Ma sono contento e sereno, e con la coscienza a posto». Franco Restuccia, avvocato messinese, 74 anni, è una delle “vittime” dello spoil system targato Schifani. Ha guidato il Consorzio autostrade siciliane, una delle sfide più difficili e delicate, in una delle fasi storiche più drammatiche, tra pandemia da Covid e l’emergenza derivante dalla guerra in Ucraina, con tutto ciò che ne è conseguito in termini di crisi energetica e incremento alle stelle dei costi delle materie prime.

Presidente, quando si insediò nel luglio 2019, dichiarò di voler dare risposte concrete su un fronte, quale quello delle autostrade messinesi e siciliane, che da decenni viene sempre accompagnato da un aggettivo: infernale. Quelle risposte sono state date?

«Sono stati tre anni e mezzo dedicati a una forma di lavoro che sembra essere andata fuori moda, il lavoro silenzioso e responsabile. Veda, probabilmente sbaglio, ma appartengo a una generazione che ancora crede nel valore della concretezza, piuttosto che all’esaltazione vuota ed effimera dei media e dei social. Credo in quel senso di comunità che rende tutti più forti e promuove la crescita collettiva e non nell’individualità di chi tende ad affermarsi a scapito degli altri, dileggiando o diffamando».

Quello che avete trovato, quello che lasciate: da quale piatto pende la bilancia?

«Il Cas gestisce 300 chilometri di autostrada, con 190 gallerie e 400 viadotti, siamo la terza autostrada in Italia per numero di chilometri, con un personale tecnico sottodimensionato. Chiaramente ancora le nostre autostrade non sono in condizioni ottimali, come non lo sono in buona parte del resto del Paese, ma bisogna avere l’onestà intellettuale di ricordare bene le condizioni in cui abbiamo trovato quelle stesse autostrade tre anni e mezzo fa, dopo decenni di incuria. Basterebbe ricordare soltanto lo stato della Messina-Catania, definita la vergogna d’Italia. Ebbene, per recuperare quel gap di decenni, abbiamo avviato centinaia di gare d’appalto per lavori e servizi: gallerie, nuova pavimentazione, impianti elettrici, telecomunicazioni e fibre ottiche, stazioni di servizio, esazioni di pedaggio, sostituzione di guard rail, cavalcavia e sovrappassi. Abbiamo attivato un programma di ispezione e controllo straordinario sull’intera rete strutturale per verificare le condizioni di sicurezza e vetustà e per avviare, in tempi brevi, gli interventi di manutenzione».

Ci sono criticità che restano, nodi ancora irrisolti, emergenze che aggravano la situazione (vedi l’incendio alla galleria Telegrafo) e la gente continua a lamentarsi.

«Che le autostrade siciliane abbiano cambiato passo, non lo diciamo noi, lo dicono i fatti. E la cartina di tornasole ce l’ha data l’ingegnere Migliorino che, al netto di alcune sue forme e dichiarazioni che qualcuno può trovare discutibili, riscontrava in tutte le sue annotazioni e contestazioni i 30 anni di assenza di manutenzione e di adeguamento alle nuove norme sulla sicurezza stradale. Se oggi il Ministero apprezza pubblicamente il lavoro che abbiamo fin qui svolto, senza esserci mai fermati, nonostante il lockdown del 2020, se oggi il Cas non è più considerato il “carrozzone” da sciogliere come chiedeva qualcuno anni fa, se da Roma ci arrivano lettere che invitano a continuare a lavorare su questa linea sino al 2030, vuol dire solo una cosa: che abbiamo veramente invertito la rotta. E tutto questo, nonostante i ritardi dei finanziamenti, le lentezze della burocrazia, l’esiguità generale dei bilanci con cui siamo costretti a fare i conti. La gente non è contenta? Ribadisco, abbiamo fatto il possibile e l’impossibile in questi tre anni e mezzo e gettato le premesse per risolvere i problemi che restano. Poi, ci saranno sempre coloro ai quali non va bene mai nulla o i tentativi di sciacallaggio, anche su eventi disastrosi determinati da terzi o per i quali le autostrade subiscono l’altrui incuria».

Si riferisce alla frana di Letojanni?

«Non solo a quella, che è di competenza della Protezione civile. Ma non voglio giocare allo scaricabarile, noi abbiamo la coscienza a posto per tutto quello che è stato fatto. Oggi la Messina-Catania è un’altra autostrada, sulla Messina-Palermo stiamo lavorando, la Siracusa-Gela è diventata un’arteria preziosissima per l’intera Isola, arriva fino a Rosolini e fra poco raggiungerà Modica e poi Marina di Ragusa. Abbiamo impegnato complessivamente seicento milioni di euro per interventi di manutenzione. Sui lavori e su quello che è stato fatto, è stato esaustivo il direttore generale Minaldi nell’intervista rilasciata al vostro giornale. A me preme ringraziare tutta la squadra con la quale ho lavorato, l’ex presidente Musumeci, oggi ministro, e l’assessore Falcone che nel 2019 mi hanno accordato la loro fiducia».

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Messina

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