Mercoledì, 21 Agosto 2019
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TEATRO

Il “bosco delle Troiane” come la lotta di Greta: un urlo e un allarme

di
inda, siracusa, teatro, Sicilia, Cultura
Antonio Calbi, Stefano Boeri, Francesco Italia

«Camminando sugli spalti di pietra del teatro greco di Siracusa e guardando il bosco di cipressi e pini mediterranei che fa da sfondo al palcoscenico ha pensato all'immagine terribile delle migliaia di abeti deposti dalla furia del vento sui monti della Carnia, in Friuli, a ottobre...». Stefano Boeri racconta la sua visione diventata il progetto scenico per le tragedie di Euripide, “Le Troiane” ed “Elena”, che debutteranno il 9 e 10 maggio per il 55 festival della Fondazione Inda; la prima affidata a Muriel Mayette Holtz e la seconda a Davide Livermore. In scena anche la commedia “Lisistrata” di Aristofane per la regia di Tullio Solenghi.

«Oggi una tragedia che viene dalle profondità del tempo non smette di ricordarci le follie degli uomini; e viene messa in scena forse nel primo momento nella storia dell'umanità in cui la situazione del pianeta sembra metterci di fronte alle nostre responsabilità di distruttori di equilibri naturali» ha ricordato Boeri.

Ci saranno 400 tronchi a realizzare «un bosco morto che accompagnerà le voci ed i movimenti ed i corpi delle Troiane. Una scelta semplice che mi sembra coerente con il testo straordinario di Euripide che è di un'attualità potentissima. Questo bosco morto che è stato vivo è un urlo e una denuncia contro quel che sta succedendo al pianeta, sempre per colpa dell'uomo. La guerra è una delle manifestazioni della follia umana così come lo è non aver previsto gli effetti del cambiamento climatico».

Boeri si schiera con chi cerca di fare qualcosa di concreto, anche se viene preso in giro: «La piccola Greta ha scatenato un processo di attenzione-denuncia in una generazione che se sarà capace, anche col nostro aiuto, di affrontare questa sfida e di vincerla sarà protagonista di una grande operazione di sopravvivenza o in caso contrario sarà la prima vittima di un disastro creato da noi e dai nostri antenati. C'è un'attualità fortissima nel messaggio di Greta, per fortuna che c'è Greta: ne vorremmo mille, già quello che ha fatto è potentissimo».

Il progetto di Boeri, di dare un ultimo soffio di vitalità ad alberi morti, è sostenuto dal soprintendente Antonio Calbi che ricorda: «Le parole di Euripide ci parlano di distruzione delle città per futili motivi, di perdita delle relazioni familiari per futili motivi. Boeri ha scelto di creare questo bosco prendendo alberi morti in Carnia che verranno rimessi a nuova vita nella filiera del legno siciliano e diventano protagonisti».

Un centinaio circa gli alberi che saranno in scena. Calbi ha condiviso la scelta di lasciare il teatro senza sovrastrutture: «Ho apprezzato il fatto che un architetto ha deciso di non costruire ed ha creato questa scena che può essere un tempio abbattuto, un bosco rovinato, una gabbia, un campo di concentramento. È un limbo surreale in una paesaggio quasi lunare: quel limbo che attraversano le troiane tra la città di Troia distrutta e le navi che le aspettano. Ogni sera 25 troiane daranno ad altrettanti bambini una piantina di leccio: è la prima volta credo che un fatto estetico-creativo lascia qualcosa in eredità che serve agli umani».

A spiegare come sarà creato il “Bosco delle Troiane”, è un entusiasta sindaco Francesco Italia: «Ritengo sia una iniziativa bellissima - spiega il presidente della Fondazione Inda - . Niente accade per caso: 85 mila metri quadrati di area comunale verde diventeranno un polmone verde cittadino. Saranno piantati a novembre in collaborazione con l'assessorato all'agricoltura un migliaio di esemplari».

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